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"Sospendere lo sfratto di Agata"

"Sospendere lo sfratto di Agata"

Fiumicino. L’appello del M5S al Comune per salvare la casa di un’anziana invalida. I grillini: "Incomprensibile tanto accanimento verso questa famiglia"

FIUMICINO – «Già negli scorsi mesi come M5S ci siamo interessati al caso della signora Agata Pace, di oltre 80 anni e con un’invalidità all’80%». Lo comunicano in una nota Ezio Pietrosanti e Walter Costanza, del M5S Fiumicino. «Abbiamo raccontato di come il Comune di Fiumicino voglia sfrattarla dalla sua piccola casa in cui vive da più di 50 anni, nonostante il Comune non abbia alcun modo o interesse ad oggi di utilizzare quell’immobile, che richiederebbe centinaia di migliaia di euro di ristrutturazione. Vale la pena ricordare inoltre che già in passato questo sfratto fu bloccato da un intervento della presidenza della Repubblica, per cui appare del tutto incomprensibile da parte del Comune tanto accanimento verso questa famiglia e questo modesto immobile, sia dal piano amministrativo che etico. Quale Amministrazione di buon senso nega ad una persona anziana e in condizioni di salute precarie di poter trascorrere i suoi ultimi anni nella casa in cui ha sempre vissuto? Abbiamo approfondito la questione con un’interrogazione in cui chiediamo al Sindaco le ragioni per un tale accanimento, che potrebbe essere giustificato soltanto da una necessità urgente da parte del Comune. La risposta è stata che ad oggi non c’è una richiesta ufficiale per l’utilizzo di tale immobile né da parte dell’Istituto Agrario (con il quale la casa confina), né per altri motivi. 
Questo significa che il Comune sfratterà Agata per poi lasciare l’abitazione vuota, poiché ad oggi non esistono piani per impiegare l’immobile. Non possiamo permettere che una tale crudeltà immotivata si consumi all’interno del nostro Comune. Abbiamo quindi protocollato una mozione in cui chiediamo che l’azione di sfratto sia sospesa e che il Comune rinunci ad azioni future di sfratto fintanto che la signora Agata vivrà in quella casa. Quello che chiedono i figli Aldo, Franco, Mario ed Eleonora non è di tenere per loro l’abitazione, non c’è volontà di prenderne possesso. Quello che vogliono è che la loro madre possa trascorrere in tranquillità i suoi ultimi anni lì dove è sempre vissuta. L’appello che stiamo lanciando non è quindi politico, ma umano. E chiunque in Consiglio Comunale si opporrà dovrà risponderne prima di tutto alla sua coscienza».

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