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Bilancio Santa Marinella, disapplicata la sanzione

Bilancio Santa Marinella, disapplicata la sanzione

Il Ministero dell’Interno ha accolto la richiesta avanzata dal ragioniere generale Tidei: «Avrebbe trascinato il nostro Comune in dissesto fino al 2024»

SANTA MARINELLA – Una buona notizia per il tanto dissestato Comune di Santa Marinella, arriva dal ragioniere generale dello Stato, che ha chiesto al Ministero dell’Interno, direzione centrale della finanza locale, la disapplicazione della sanzione irrogata con decreto del Ministero dell’Interno, per il mancato rispetto del pareggio di bilancio 2017, di 837mila euro. Nella nota, il Ministero dell’economia e della finanza, afferma che “l’Ente Locale ha adottato la procedura semplificata di cui all’articolo 258 del Dl 267 del 2000, con deliberazione della Giunta comunale del gennaio scorso e, pertanto, rientra nella fattispecie di cui al comma 829 della legge 145 del 2018. Per quanto premesso, constatato che il mancato raggiungimento del saldo per l’anno 2017 di euro 837mila è diretta conseguenza del pagamento dei debiti residui mediante utilizzo di quota dell’avanzo accantonato, la sanzione va disapplicata”. “Siamo riusciti – commenta Tidei – ad evitare una sanzione che avrebbe trascinato il nostro disavanzo 2018 a quota meno 3,2 milioni e ci avrebbe obbligato ad uscire dal dissesto solo nel 2024. Il merito va alla Giunta che ha adottato, come primo atto del 2019, la procedura semplificata e cioè l’articolo 258 del decreto legislativo 267 del 2000, rientrando tempestivamente in quanto previsto dal comma 829 della finanziaria e all’accertamento di bilancio che ha documentato come nel 2017, il mancato pareggio, fosse diretta conseguenza del pagamento di debiti residui mediante utilizzo di quota dell’avanzo accantonato di 840mila euro”. Più volte, il sindaco Tidei, si era detto fermamente intenzionato a perseguire i passati amministratori, chiedendo loro di rimborsare gli 837mila euro della sanzione. “Rimanendo ferme le responsabilità che pesano sui vecchi amministratori a cui penserà la Corte dei conti – conclude Tidei – in questo caso dovrebbero ritenersi graziati e ringraziare di conseguenza a noi”.

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