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''No al consorzio irriguo''

''No al consorzio irriguo''

Questo l’orientamento emerso nella riunione degli associati del Controllo del vicinato Marina di Cerveteri. Il presidente Enzo Musardo: «Riassumerò in una lettera al comune le tante  criticità che affliggono la frazione in termini di sicurezza, degrado e mancanza di servizi»  

di TONI MORETTI

CERVETERI – Domenica scorsa si è tenuto l’incontro periodico dell’associazione Controllo del vicinato Marina di Cerveteri.
Purtroppo al solito bar che è ritornato ad essere nuovamente il loro luogo di incontro dopo la breve parentesi della sede aperta in un locale dietro l’ufficio postale che si è dovuta chiudere per impossibilità a coprirne le spese di gestione, vista l’assenza di qualsivoglia contributo pubblico. Eppure, in quella sede, il Comitato di zona Cerenova Campo di Mare di cui il Controllo del vicinato è una costola, aveva intrapreso una intensa attività sociale che ha contribuito, in termini concreti, a risolvere una infinità di problemi ai cittadini oltre al fatto che era l’unico punto di scambio di informazioni del territorio. Per evitare la chiusura e quindi l’interruzione dei servizi avviati, il Comitato di zona chiese al comune l’uso gratuito dei locali che ospitavano la delegazione, la famosa “casetta bianca”, ma ci fu un rifiuto per supposte incompatibilità con altre associazioni già presenti nella sede. 
Nel corso dell’incontro di domenica, partecipato e vivace, sono state rilevate, forse per l’ennesima volta, criticità evidenti che vive la frazione, dando suggerimenti per la loro soluzione, dettati dall’esperienza di chi vivendoci le affronta quotidianamente. Ce le riassume in sintesi il presidente del Comitato di zona nonché del Controllo del vicinato, l’indomito Enzo Musardo annunciando anche che a breve, di quanto discusso,  inviarenno una lettera al comune: «Si è affrontato il tema della sicurezza relativo alla viabilità denunciando la pericolosità del manto stradale dissestato e la carenza di segnaletica sia orizzontale che verticale nonché dei pericoli derivanti da una illuminazione pubblica carente ed inefficace». 
«Per non parlare poi del degrado – continua Musardo – dei pericoli presenti sulla provinciale Aurelia, per l’assenza di strisce pedonali alle fermate degli autobus di linea. Si è parlato del degrado diffuso a Campo di Mare, col lungomare che appare come una landa paludosa, delle sue intere zone completamente al buio, del problema del depuratore e della cronica carenza, sopratutto nei periodi estivi, dell’acqua potabile».
Infine, come ultimo tema, per quanto riguarda il Controllo del vicinato si è lamentato il fatto che le telecamere promesse sono ancora inefficienti e che riesce quindi difficile l’armonizzazione della Polizia locale con i gruppi operanti sul territorio». 
Chiediamo al presidente come ha reagito la loro gente all’aumento della Tari e ci risponde di slancio senza bisogno di rifletterci: «Di certo non bene. Gli aumenti sono considerati abnormi nonostante i costi in discesa. Si ritiene necessario l’adeguamento della raccolta porta a porta alle reali necessità». E si arriva quindi alla presa di posizione più clamorosa che il Comitato di zona prende. Rifiuta infatti la costituzione di un consorzio, come suggerito, per poter avere l’acqua irrigua, fino ad adesso fornita dalla Multiservizi e da poco tempo sospesa. 
Ci dice Musardo: «Preso atto della sospensione del servizio da parte della Multiservizi, è stata molto contestata e rifiutata l’ipotesi del consorzio privato, ma sono scaturite alcune proposte alternative. La prima – consiglia il presidente – è quella di prendere l’acqua dal depuratore. La Sicea, distribuiva l’acqua irrigua trattando quella del depuratore, prelievo interrotto poi da Multiservizi. Sarebbe opportuno riparare l’impianto e riprendere tale uso. Oppure, sempre la Multiservizi potrebbe realizzare dei pozzi comunali (in pianura è facile) e immettere l’acqua nella rete irrigua. La Comunità Europea dà ai Comuni fondi allo scopo. Si potrebbe agevolare i cittadini, anche con contributi, a realizzare pozzi irrigui privati, magari in accordo con i vicini per ripartire le spese. La finanziaria 2019 consente di detrarre le spese per pozzi privati e impianti di irrigazione. Alcune ditte si sono già rese disponibili a prospezioni locali ed a preventivi senza costi.(ci sono già soci in lista). In fine, si potrebbe tesaurizzare l’acqua piovana».  
Una soluzione potrebbe essere conclude Musardo che: «Multiservizi potrebbe raccogliere e convogliare in serbatoi o vasche e integrare i pozzi, creando lo stimolo a tesaurizzare l’acqua piovana».
L’ idea proposta e a dire il vero un po’ forzata dell’Amministrazione comunale a costituire il consorzio per l’acqua irrigua è stata percepita come un inganno che nasconde l’accollarsi della gestione della rete vetusta e disastrata, ridotta ad un colabrodo.

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