Pubblicato il

''Il conto non possono pagarlo i lavoratori''

''Il conto non possono pagarlo i lavoratori''

Massiccia la parteciazione allo sciopero di otto ore e ai presidi fuori i cancelli della centrale e al Pincio. La vertenza arriva in Regione. Anche Cozzolino pronto a convocare un tavolo apposito con rappresentanti del Mise e dell’Ambiente VIDEO

CIVITAVECCHIA – «La transizione energetica non possono pagarla i lavoratori. È impensabile che un processo così lungo ed articolato come quello legato all’uscita dal carbone parta già con un esubero strutturale a prescindere del 30%, pari a 97 lavoratori sugli attuali 360». È la posizione delle organizzazioni sindacali, con Filctem Cgil, Uiletc Uil, Flaei Cisl ed Usb che stanno portando avanti la vertenza relativa alla riorganizzazione aziendale di Enel, con la Spa che nel tavolo nazionale con i sindacati di lunedì scorso ha ribadito i numeri già annunciati da mesi. «E Civitavecchia, in questa partita – hanno aggiunto i sindacati – sta pagando il prezzo più alto. Da qui, quindi, deve partire un segnale forte per contrastare questo piano di ristrutturazione aziendale che a Torre Nord si traduce in 97 esuberi, con possibili ed evidenti ricadute negative anche sul settore metalmeccanico e sull’indotto: da qui la presenza oggi ai presidi anche di questi lavoratori, oltre che di quelli elettrici colpiti direttamente dal piano».

Ieri infatti è stata una giornata di manifestazioni e proteste: massiccia la partecipazione alle 8 ore di sciopero proclamate e ai due presidi organizzati, il primo fuori i cancelli della centrale di Torre Nord e l’altro, a seguire, al Pincio. Presenti esponenti politici di tutti i livelli e schieramenti, a testimoniare solidarietà a quanti stavano manifestando, con il sindaco Cozzolino che si è recato prima in centrale, intrattenendosi con i lavoratori e sindacati anche sotto il Comune. «L’attenzione è stata sempre alta – ha spiegato – nei prossimi giorni convocheremo un tavolo al quale invitiamo anche rappresentanti del Mise e del Ministero dell’Ambiente per definire la situazione che investe Civitavecchia ma è inserita in un processo nazionale, con il Mise che ha già delineato una strategia per affrontare la vertenza; ha già ascoltato le diverse parti coinvolte, convocando per il 16 giugno i sindacati, per poi declinare la discussione sui territori. Noi anticipiamo questo passaggio, con un tavolo che si riunirà entro qualche settimana». Anche la Regione ha raccolto l’invito del territorio,   con gli assessori al Lavoro Claudio Di Berardino e allo Sviluppo economico e Innovazione Gian Paolo Manzella che hanno convocato per la prossima settimana i sindacati (mercoledì 15 maggio) e l’azienda (giovedì 16 maggio) «per comprendere le motivazioni che hanno portato all’annunciato processo di riorganizzazione – hanno spiegato – e per mettere in campo tutti gli strumenti e tutele per scongiurare un così drastico e preoccupante taglio di posti di lavoro». Il piano di ristrutturazione, come spiegato da Enel qualche settimana fa, non prevede licenziamenti, ma ricollocazioni dovute all’evoluzione dello scenario energetico che andrà a prevedere un minore utilizzo degli impianti termoelettrici. Ma per i lavoratori ieri in protesta il rischio è alto, la preoccupazione tanta e l’attenzione deve rimanere alta. «Andare a gestire un impianto come quello di Tvn con 97 persone in meno – hanno concluso i rappresentanti sindacali – preoccupa per l’impatto che si avrà sul territorio, per la produzione industriale e per la sicurezza, a partire da quella del personale impiegato a Torre Nord».

VIDEO

ULTIME NEWS