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''Si faccia luce sulla variante''

PIANO DI ZONA  S. ANTONIO. Fabrizio Ghera (Fdi) ha presentato una interrogazione in Regione Il capogruppo di Fratelli d’Italia  alla Pisana chiede di accertare la regolarità dell’iter

PIANO DI ZONA  S. ANTONIO. Fabrizio Ghera (Fdi) ha presentato una interrogazione in Regione Il capogruppo di Fratelli d’Italia  alla Pisana chiede di accertare la regolarità dell’iter

ALLUMIERE– Sull’adozione del piano di zona in località S. Antonio da parte del consiglio comunale di Allumiere (delibera 34 Giugno 2018) e sulla collegata convenzione tra il Comune di Allumiere, l’Ater e la società G.F.M. e successiva adozione definitiva del Piano di Zona, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Pisana, Fabrizio Ghera, candidato al Parlamento Europeo, ha presentato un interrogazione al consiglio regionale del Lazio, per chiedere di accertare la regolarità dell’iter. Entrando nel merito della questione Ghera ha dichiarato: «L’area in questione è in parte occupata da un capannone di circa 650 mq, di proprietà del Comune di Allumiere, gestito dalla Cooperativa agricola “Il Castagneto”, in convenzione ventennale dal 14/2/2017. L’azienda è ubicata su una delle particelle oggetto dell’intervento urbanistico, pertanto è necessario svolgere accertamenti sulla legittimità della procedura di adozione del Piano di Zona». 
Sulle criticità dell’intervento si è espresso anche il consigliere comunale di Fdi Alessio Sgriscia: «Più volte, nelle competenti sedi, ho esposto concrete osservazioni tecniche, per evidenziare che il nuovo Piano di Zona ricade in un’area ove sussistono diritti di uso civico appartenenti all’Università Agraria di Allumiere, tutelati dalla legge regionale n°1/1986, che stabilisce come la pianificazione paesistica debba salvaguardare le zone di uso civico e conservare la loro destinazione naturale e che i Comuni chiedano alla Regione l’autorizzazione ad edificare». Considerato che l’area in oggetto è per l’80% vincolata dal PTPR e nella stessa si trovano un bosco ed un castagneto (vincolo paesistico in base al Codice dei beni Culturali e del Paesaggio), secondo gli esponenti di Fdi emergerebbero diversi profili di illegittimità in ordine ai provvedimenti deliberativi assunti dal Comune di Allumiere. «Infatti non risulta che il Comune di Allumiere abbia richiesto il rilascio del preventivo parere alla Regione Lazio, stante l’adozione di un intervento urbanistico in variante allo strumento urbanistico generale, – sottolinea Ghera – come conferma la dichiarazione resa il 19/2/2019 dal responsabile tecnico del Comune di Allumiere, in seguito all’accesso agli atti richiesto dal nostro consigliere comunale Sgriscia. Pare alquanto strano poi che, in un secondo tempo, l’ufficio tecnico comunale abbia fornito comunicazione della trasmissione del Piano di Zona alla Regione in data 5/4/2019. Tutti fatti che attestano sia, la mancata trasmissione alla Regione degli atti necessari alla formulazione del parere, (come richiesto dalla Legge Regionale 1/1986), sia la violazione della disciplina urbanistica del Piano Territoriale Paesistico Regionale. Secondo me, entrambe le violazioni invalidano l’intero procedimento e costituiscono causa di illegittimità delle deliberazioni assunte dal Comune di Allumiere».Nella interrogazione, Ghera chiede a Zingaretti e all’assessore competente, di accertare: se il Comune di Allumiere ha chiesto all’ufficio regionale di pertinenza, le preventive autorizzazioni per l’adozione della variante agli strumenti urbanistici vigenti nell’area interessata; se l’intervento urbanistico non sia in contrasto con il P.T.P.R., con conseguente divieto di edificazione nell’area; se non ritengano necessario adottare misure per il rispetto dei vincoli nell’area in questione, di tutela del contesto naturale, nonché delle attività agricole che vi operano da tempo; se intendano intervenire nei confronti del Comune di Allumiere con provvedimenti che assicurino il rispetto delle legislazione urbanistica.   Ringraziando Ghera per il suo impegno, il consigliere comunale Sgriscia ha sottolineato «l’importanza della collaborazione tra rappresentanti dei diversi Enti Locali per garantire la massima trasparenza, essenziale ai fini delle buone pratiche amministrative».

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