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Sciopero Tvn: i sindacati attendono ora un segnale da parte di Enel

Sciopero Tvn: i sindacati attendono ora un segnale da parte di Enel

Chiesto l'avvio di un percorso serio sulle prospettive industriali della centrale 

CIVITAVECCHIA – «Le istituzioni hanno dato una prima risposta, attendiamo un segnale da parte di Enel». È quanto hanno dichiarato le segreterie di Roma e del Lazio di Filctem Cgil, Flaei Cisl, Uiltec Uil all’indomani dello sciopero di 8 ore e dei due presidi, organizzati martedì, fuori la centrale e sotto il Comune, con gli elettrici di Torre Nord che hanno incrociato le braccia, protestando contro il piano di riorganizzazione aziendale disposto da Enel nell’ambito della strategia nazionale lagata alla progressiva uscita dal carbone. 

«Lo sciopero è pienamente riuscito con una adesione che arriva al 90 % delle forza lavoro della centrale di Tvn – hanno spiegato soddisfatti i sindacati – abbiamo registrato poi importanti attestati di solidarietà da parte di molti esponenti politici di tutti gli schieramenti nei confronti dei lavoratori della centrale, sia locali che regionali. Il Sindaco di Civitavecchia, intervenuto al presidio, ha comunicato di essersi attivato per convocare l’Osservatorio Territoriale con Enel e con il coinvolgimento della Regione Lazio e del Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico».

Anche la Regione ha risposto all’appello dei lavoratori, con i due assessori al Lavoro Claudio Di Berardino e allo Sviluppo economico e Innovazione Gian Paolo Manzella che hanno convocato per la prossima settimana i sindacati (mercoledì 15 maggio) e l’azienda (giovedì 16 maggio) «per comprendere le motivazioni che hanno portato all’annunciato processo di riorganizzazione – hanno spiegato – e per mettere in campo tutti gli strumenti e tutele per scongiurare un così drastico e preoccupante taglio di posti di lavoro». Ma le organizzazioni sindacali, che seguono la vertenza con attenzione e promettono di non abbassare la guardia, chiedono anche «di avviare un percorso che veda la partecipazione di tutte la parti coinvolte, un confronto serio ed equilibrato – hanno aggiunto – sulle prospettive industriali della centrale di Torrevaldaliga Nord di Civitavecchi, un piano industriale e uno specifico confronto per Civitavecchia, perché riteniamo che la centrale sia strategica per la sicurezza energetica del Paese, perché il tessuto produttivo non debba subire terapie d’urto che avrebbero effetti devastanti sull’organizzazione del lavoro, perché siamo fortemente preoccupati per i carichi di lavoro che aumenteranno e soprattutto sulla sicurezza degli impianti e dei lavoratori stessi».

Insomma, secondo i sindacati «Enel non può pensare di abbandonare il territorio di Civitavecchia con un progetto che punta a ridurre subito del 30% la forza lavoro. Il messaggio che è vogliamo far arrivare forte e chiaro a tutti – hanno ribadito, forti delle manifestazioni di martedì mattina – la transizione energetica non la possono pagare i lavoratori. Registriamo con soddisfazione, oltre ai dati di adesione allo sciopero, anche la massiccia partecipazione dei lavoratori ai due presidi sotto la centrale e sotto la sede del Comune di Civitavecchia a dove c’è stato un confronto ed una discussione con il Sindaco sui temi occupazionali della centrale. Le campagne elettorali finiscono, i problemi per il territorio rimangono – hanno concluso i sindacati – noi terremo alta l’attenzione per costruire un percorso che porti soluzioni sostenibili e di prospettiva per i lavoratori della ventrale di Enel di Torrevaldaliga Nord e per i lavoratori dell’indotto».

Solidarietà ai lavoratori anche da parte di Potere al Popolo. «Di fronte a questa situazione – hanno spiegato – consideriamo importante che al tavolo delle trattative, non solo la Regione Lazio, ma anche il Ministero dell’Ambiente ed il MiSE abbiano un ruolo centrale. Riteniamo infatti che l’inevitabile phase-out dal carbone delle centrali italiane sia questione nazionale  e che quest’ultima non possa e non debba ricadere sulle spalle dei lavoratori e delle lavoratrici. In altre parole occorre che Enel abbandoni subito le sue rigidità e cominci seriamente a lavorare ad un nuovo piano industriale che preveda, tra le altre cose, l’uscita dal carbone entro e non oltre il 2025, la trasformazione dell’impianto di Tvn in un polo di produzione e ricerca di energie pulite ed il mantenimento degli attuali livelli occupazionali a tutela dei lavoratori elettrici e di quelli dell’indotto.  Per quanto ci riguarda – hanno concluso – non ci sono altre strade da percorrere.  È tempo che la dirigenza Enel cominci a rispettare Civitavecchia».

 

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