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‘Vivere il Mare’, la Corrado Melone incontra il velista Matteo Miceli

‘Vivere il Mare’, la Corrado Melone incontra il velista Matteo Miceli

“Abbiamo sperimentato l’adrenalina che si prova a governare una barca a vela”

LADISPOLI – Gli alunni delle classi 2^H e 2^I dell’Istituto “Corrado Melone” di Ladispoli, nell’ambito del progetto “Vivere il Mare”, organizzato dall’associazione Scuolambiente per sensibilizzare i ragazzi su inquinamento e rispetto del mare, hanno partecipato ad un’uscita didattica molto interessante e divertente.

“Al Porto di Riva di Traiano di Civitavecchia, raccontano, ad aspettarci sulla banchina c’era, accompagnato dalla compagna Corinna, Matteo Miceli velista che ha tentato il giro del mondo con Eco 40, una barca completamente alimentata con energie rinnovabili. Insieme a lui vi erano altri skipper. Oltre al preside e ad alcuni professori che ci accompagnavano, c’erano anche il nutrizionista Daniele Segnini. Eravamo così numerosi che ci hanno dovuto smistare in più gruppi. Una classe è scesa subito in mare, mentre l’altra è rimasta a terra e viceversa. Saliti a bordo, prosegue il racconto, ci siamo tolti le scarpe e indossato quelle pulite e siamo stati forniti di giubbotti di salvataggio. Regole di navigazione: le decisioni del comandante non si discutono, non ci si dà del “Lei” e le corde si chiamano “cime”.

Mollati gli ormeggi e spiegati la randa e il fiocco, ci siamo avventurati, con il vento a favore, verso una petroliera e nel tragitto andata-ritorno ognuno di noi, a rotazione, come membro dell’equipaggio, ha svolto ogni singolo ruolo: timoniere, randista, taker di sopravento e di sottoventoe perfino aiuto in cabina”.

Il velista ha insegnato ai ragazzi i termini tecnici della navigazione quali “cazzare” (tirare) e “lascare” (allentare) la scotta, il boma, la randa, i tipi di vento, cioè reale e apparente e i tipi di andatura.

“Siamo anche riusciti a far virare la barca da soli. All’inizio qualcuno era spaventato e molti altri erano eccitati nel poter utilizzare il timone o solo per il fatto di osservare il mare aperto più da vicino. È  stato molto emozionante, abbiamo sperimentato l’adrenalina che si prova a governare una barca a vela. Siamo arrivati vicino ad una nave cisterna dove c’erano degli operai che ci salutavano; poi l’abbiamo circumnavigata e siamo ritornati verso la costa. Abbiamo, inoltre, provato a stare in silenzio, chiudendo gli occhi per ascoltare il solo rumore che c’era, quello delle onde. Eravamo immersi nella maestosità del mare: era stupendo, di un bellissimo colore azzurro che si confondeva con il cielo. Ci siamo rilassati, il silenzio era totale, solo il rumore dell’acqua e il vento nei capelli e sul viso, che però non raffreddava grazie al calore del sole. Che meravigliosa sensazione, concludono, e che panorama magnifico”.

A fine giornata, Matteo Miceli ha regalato ai ragazzi una copia del suo libro “Tre capi non bastano”, con una sua dedica.

 

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