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Udienza Usb contro Csp: il sindacato critica la triplice

Udienza Usb contro Csp: il sindacato critica la triplice

Cgil, Cisl e Uil replicano e rispediscono le accuse al mittente 

CIVITAVECCHIA – “Quello che è accaduto al Tribunale di Civitavecchia ha dell’assurdo”. Ne sono convinti dall’Usb, riferendosi alla prima udienza svoltasi ieri mattina per il procedimento relativo alla presunta condotta antisindacale da parte di società Civitavecchia Servizi Pubblici, denunciata proprio dal sindacato. 

“Alla nostra richiesta di mantenere gli impegni assunti nell’accordo del 19 maggio 2017, votato quasi all’unanimità da 380 lavoratori, e di convocare urgentemente la commissione paritetica, emerge una triste realtà – hanno infatti spiegato – l’azienda Csp si nasconde dietro i sindacati confederali, dichiarando che sono stati quest’ultimi ad opporsi all’esistenza della commissione e alla volontà di effettuare trattative sindacali separate. Quindi i confederali  prima sottoscrivono l’accordo e poi lo rinnegano? Ma cosa ancor più grave è chesi sono presentati in tribunale come testimoni a favore dell’azienda e contro un sindacato che rappresenta lavoratori. Crediamo che non ci siano altre parole da aggiungere per comprendere che questi pseudo sindacati sono stati disposti a tradire il volere dei lavoratori per favorire l’azienda”.

L’Usb cerca quindi di capire le motivazioni per le quali non è stata convocata la commissione paritetica. “Forse perché i documenti richiesti dalla Commissione stessa potrebbero diventare pubblici e far emergere le magagne che si sono consumate in questi anni alle spalle dei lavoratori? – si chiede – avanzamenti di livelli, consulenze allegre, trasferimenti e favoritismi vari, spese folli, tutte pagate dai lavoratori con il loro stessi stipendio e dai cittadini con le bollette? Certo è che ormai dai confederali, che manifestano con Confidustria, ci aspettiamo questo ed altro, ma da un’amministrazione pentastellata che ha fatto della trasparenza la propria bandiera ci aspettavamo ben altre prese di posizione”. 

Ma Cgil, Cisl e Uil non ci stanno, tanto che Diego Nunzi, Giancarlo Turchetti, DiegoBottacchiari e Paolo Sagarriga Visconti rispediscono le accuse al mittente. “Eravamo presenti in tribunale – hanno spiegato – al semplice scopo di tutelare l’accordo, che in diversi casi la stessa Usb ha sempre manifestato di voler annullare. Surreale, o forse strumentale, l’interpretazione sulla commissione, mero organo costitutivo ,che nella loro interpretazione dovrebbe sostituire il normale tavolo di contrattazione”. La triplice ha ricordato il percorso comune, nonostante Usb non sia firmataria di molto contratti in quel settore, “proprio ad evidenziare lo spirito inclusivo del sindacato confederale per il raggiungimento del risultato migliore per i lavoratori e per la cittadinanza tutta. Ma le cose cambiano, ed evidentemente, a  risultato raggiunto – hanno ribadito – si ravviva la  volontà di differenziarsi , di manifestarsi contro, di giocare al rilancio. Continueremo a difendere l’accordo e le relazioni sindacali in ogni sede nell’interesse collettivo. Rimandiamo le accuse al mittente ed invitiamo l’Usb a maggiore cautela, risparmiando i propri strali e i propri insulti per occasioni più propizie ai loro malsani  propositi. Ci risulta incomprensibile come, dopo aver partecipato e collaborato attivamente al raggiungimento dell’accordo – hanno concluso i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil – l’Usb ricorra in tribunale proprio per aggirare in maniera surrettizia il sistema di relazioni industriali che ha prodotto l’accordo”.

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