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Festa patronale: i rioni rinunciano alla loro partecipazione

Festa patronale: i rioni rinunciano alla loro partecipazione

A sorpresa una decisione sofferta che spiazza gli organizzatori. I presidenti rionali: «Con enorme rammarico, tristezza e delusione, comunichiamo che per sopraggiunte difficoltà organizzative all’ultimo momento, disattesi accordi nonché mancanza di fondi, siamo costretti a recedere dai festeggiamenti in programma»   

di TONI MORETTI

CERVETERI – Le indiscrezioni che si rincorrevano già nella mattinata di giovedì scorso circa una febbrile trattativa per impedire una decisione improrogabile e tassativa presa dalle associazioni dei rioni cerveterani circa la loro rinuncia a quanto stabilito e programmato per i festeggiamenti del Santo Patrono Michele Arcangelo per oggi e domani, si ufficializza ieri mattina con la pubblicazione di un comunicato apparso sui social.  «I presidenti dei rioni di Cerveteri, unitamente a tutti i rionali, – dice il comunicato – con enorme rammarico, tristezza e delusione, comunicano che per difficoltà organizzative sopraggiunte all’ultimo momento, disattesi accordi e problemi legati alle nuove norme in materia di manifestazioni e food, nonché mancanza di fondi, si trovano costretti a recedere dai festeggiamenti del Santo Patrono in programma, per la parte di programma di nostra competenza da noi redatto e da noi sostenuto economicamente». Tenuto conto che era competenza dei rioni, che generalmente nelle passate edizioni occupava piazza Santa Maria con stand gastronomici, giochi (per esempio la rottura della pentolaccia o la tombolata di San Michele) e manifestazioni mirate a tenere vive le tradizioni del paese come la gara della stesa e della pasta, pasticcere in passerella, tale notizia, nei più, ha determinato l’ansia di dover assistere ad una festa svuotata dei suoi contenuti tradizionali che negli anni ha caratterizzato la festa fidelizzando in qualche modo residenti e turisti che venivano a Cerveteri per assistervi, quindi panico che ha scatenato la ricerca immediata di un perché a tale presa di posizione così improvvisa e repentina che aveva il sapore di una rappresaglia verso qualcosa o qualcuno. I presidenti di alcune delle associazioni rionali contattati smentiscono che il gesto sia contro qualcuno, lasciando intravvedere però una stanchezza di doversi trovare all’ultimo momento di fronte ad ostacoli improvvisi dovuti ad una carenza organizzativa e ad impegni disattesi da parte delle istituzioni dovuti principalmente a mancanza di chiarezza nell’agire. Ma la novità di quest’anno si può pensare sia dovuta al fatto che l’assenza della Pro Loco, che in passato si occupava dell’organizzazione dei festeggiamenti, abbia messo in gioco una esordiente realtà associativa, Ascom (Associazione commercianti), nata con l’intento di partecipare in modo propositivo a quanto si programmava per lo sviluppo commerciale del paese, in accordo con le istituzioni e all’uopo introduce una mentalità mai sperimentata in fatti che riguardano creazione di avvenimenti mirati ad un ritorno collettivo verso l’intera comunità, cosa demandata sempre all’assistenzialismo da parte dell’ente. Loro partono dal presupposto che se investire per creare una attrazione che vivacizza il settore commerciale è utile, si deve fare e non fanno affidamento sulle risorse in termini di contributi dispensati ma fatti i dovuti calcoli e previsioni, operano impiegando risorse proprie e correndo il rischio, considerandolo come rischio di impresa. Con questo sistema, la neonata associazione ha organizzato qualche settimana fa la festa di primavera alla “Legnara”, impegnando “l’Orchestraccia” e riscuotendo un enorme successo di pubblico ed è sull’onda di tale successo che probabilmente il meccanismo adottato è piaciuto tanto all’Amministrazione che ha deciso di affidare ad Ascom l’organizzazione della festa del Santo patrono che ha spiazzato i rioni che si sono trovati oberati da incombenze che non hanno mai affrontato, tanto da decidere all’ultimo momento di sfilarsi. Nel comunicato questo emerge con una lieve punta polemica quando dice: «Il nostro contributo non è mai mancato ad ogni evento e spesso abbiamo contribuito positivamente al successo degli stessi. Siamo fiduciosi che questa nostra sofferta scelta sarà capita e possa aiutare a superare quelle difficoltà ormai stagnanti e aiutare tutti a lavorare bene per il futuro della nostra amata città. Confidiamo nell’aiuto di tutti a non strumentalizzare e polemizzare la nostra scelta che viene da un amore a fare bene e meglio per il futuro di Cerveteri. – e chiude – Auguriamo un buon lavoro all’ Ascom Cerveteri a cui è affidata la guida dell’evento e che attuerà la sua ricca programmazione per le vie della Boccetta, non mancherà loro il nostro sostegno morale per la buona volontà e per l’enorme energia che mettono in campo, il nostro augurio è che possano collezionare un altro meritato successo».
Il problema sembra essere quindi uno scontro tra due culture che non sono riuscite a trovare una sintesi tra ciò che si ritiene innovazione e tra quello che viene indicata come conservazione, sta di fatto che di questa debacle la responsabilità più grande è dell’Assessorato alla cultura, dal quale dipendono i festeggiamenti del Santo patrono che non è riuscito a trovare il punto di mediazione per evitarla. E’ proprio il caso di dire: “San Michele, ci vuole una pazienza da Santi’’.

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