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Ippocrate: il punto del liquidatore Alessandro Bizzarri

CIVITAVECCHIA – All’indomani dell”ammissione da parte del tribunale fallimentare del concordato preventivo su Ippocrate, è stato il liquidatore Alessandro Bizzarri (nominato ad aprile 2014) a fare il punto della situazione, rispondendo anche ad alcune dichiarazioni rese dal candidato sindaco del centrosinistra Carlo Tarantino, che è stato amministratore unico della società dall’agosto 2010 al luglio 2012. 

“Ho dovuto gestire un’azienda in liquidazione con un indebitamento netto medio sempre superiore al milione di euro – ha spiegato – tentando di pagare il maggior numero di debiti erariali e previdenziali correnti e pregressi e dovendo pagare puntualmente gli stipendi e le forniture di farmaci che altrimenti non avrebbero consegnato la merce giornalmente. Sempre in merito al servizio Aec. nonostante l’azienda fosse in liquidazione e con alcuni milioni di euro di debiti sono cresciuti il numero di utenti serviti, le ore di assistenza assegnate e le somme messe a disposizione. Le uniche due cause di lavoro in corso sono relative a dipendenti del periodo 2011 /2014 mentre nessuno ha intentato cause durante la mia attività e tutti hanno sempre visto liquidare le loro competenze. Al mio ingresso ho dovuto gestire una spinosa vertenza sindacale proprio del personale Aec che con accordo del 2011 veniva sospeso dal servizio durante le vacanze natalizie, pasquali e da giugno a settembre senza pertanto percepire stipendi. A seguito di una razionalizzazione dei piani ferie e con l’inserimento di progetti extra scolastici nei periodi pasquali e natalizi e con la re introduzione di campi estivi della durata di 1 mese si è riusciti a limitare la sospensione del servizio a soli 30 giorni di media contro i tre mesi e mezzo. Infine credo di aver fatto cosa gradita nel ridare la possibilità agli operatori Aec ha aggiunto – che accompagnavano gli utenti minori alla mensa scolastica di poter fruire della mensa stessa evitandogli l’imbarazzata assenza di 30 minuti per potersi consumare un pasto fugace fuori scuola a proprie spese cosa che succedeva al mio arrivo”.

Ha quindi ricordato come la società abbia sempre chiuso in perdita dal 2012 al 2018 “per colpe a mio avviso non imputabili né a Tarantino né al sottoscritto – ha chiarito – ma a causa di un contorto sistema gestionale che portava sempre in sofferenza le sot operativa a vantaggio della Holding”. Ha quindi assicurato che “il Tfr dei lavorati non è ha rischio in quanto all’interno della procedura di concordato preventivo – ha sottolineato – verrà pagato direttamente con l’attivo realizzato ed in ogni caso garantito dall’Inps attraverso il fondo tesoreria. Mi chiedo invece perchè al mio ingresso non ho trovato accantonata tra le disponibilità liquide la somma di €  303.287 del Tfr maturato negli anni precedenti. A seguito di verifica dell’ufficio controllo analogo del Comune nel 2016 è emerso che le spese per consulenze  esterne (professionisti e collaboratori) ammontavano ad € 32.785 nel 2011 – ha poi aggiunto – € 83.506 nel  2012, € 102.174 nel 2013  mentre a far data dal mio ingresso le consulenze ammontano a  €  17.304 nel 2014, € 20.057 nel 2015, € 27.765 nel 2016 €   26.000 nel 2017 anno di presentazione del concordato preventivo. In parcolare io ho gestito il servizio senza più l’ausilio di un consulente tecnico esterno del costo di  € 30 mila annui, assegnando il medesimo compito a risorse interne senza aumento di stipendio. Facendo di professione il commercialista – ha concluso – nel corso di questi 5 anni ho esercitato tale funzione a titolo completamente gratuito eliminando un ulteriore costo di consulenti esterni di  circa 4/5 mila euro anno sebbene non ne fossi obbligato”. 

 

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