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Massaccesi, una vita dedicata all’arte

Massaccesi, una vita dedicata all’arte

Un tuffo nella vita del grande artista con la mostra alla chiesa San Giovanni di Dio a piazza Calamatta. I nipoti: "In ogni quadro metteva del suo: sono racconti di storie vere"  

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA – Una vita dedicata all’arte e ai colori. È questo il ricordo che il noto pittore civitavecchiese Giovanni Massaccesi ha lasciato di sé. Una miriade di memorie e opere raccolte dai suoi nipoti a testimonianza del grande genio che tanto ha dato a Civitavecchia. In questi giorni è stata allestita una mostra presso la chiesa San Giovanni di Dio di piazza Calamatta, proprio grazie al lavoro dei nipoti dell’artista, che resterà aperta e visitabile gratuitamente fino a domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 20. «Non mi preoccupa mai di come pensa la gente, al più posso registrare le critiche, fare pittura per il gusto della massa non è pittura secondo me, non è arte», poche parole rilasciate durante un’intervista da Massaccesi che fanno ben comprendere il suo pensiero, la sua missione. Un uomo che ha dedicato completamente la sua vita all’arte.

«Era molto umile – spiegano i suoi nipoti – ed è sempre stato coerente con quello che diceva. In ogni quadro metteva del suo: sono racconti di storie vere». Come ad esempio il quadro dedicato a Jerry Masslo, il rifugiato sudafricano assassinato in Italia nel 1989, o quello fatto in omaggio al piccolo Nicholas Green, il bambino statunitense vittima a sette anni di un assassinio sull’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria nei pressi dell’uscita di Serre nel 1994. «Lui – raccontano i nipoti – faceva quello che sentiva dentro, non gli importava vendere. Voleva soltanto trasmettere qualcosa e soprattutto in ogni quadro c’è un significato nascosto». Il pittore Mauro Chiavaccini, con cui fece una mostra a via Margutta e una all’Eur, recentemente rintracciato da uno dei nipoti dell’artista ha detto: «Suo zio è il pittore». Parole che attestano stima per una persona che non faceva l’arte per vivere ma viveva per arte. Massaccesi fece anche diverse performance a Civitavecchia per sensibilizzare su temi importanti come la creazione di terme per la cittadinanza o sulla disoccupazione.

«A lui interessava solo la pittura – continuano i nipoti – e come scrisse il suo amico e giornalista Vallarino ‘‘Visse di arte, visse di colori’’». Tornato dal Brasile il primo premio che vinse fu il prestigioso ‘‘Premio Modigliani’’ nel ‘58 in cui si classificò terzo con l’opera La ronda (La strada) emergendo tra 560 pittori. Tra i giudici c’era un grande artista come Renato Guttuso. Massaccesi vinse anche il Premio nazionale Marc’Aurelio d’oro nel 1970. Tantissimi premi e riconoscimenti ma soprattutto testimonianza che mostrano l’uomo dietro all’artista. Una persona umile, coerente e innamorata dell’arte.

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