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Centrale Enel, la preoccupazione di un lavoratore

CIVITAVECCHIA – Spett.le Redazione

Da cittadino e lavoratore , mi corre l’obbligo di scriversi riguardo alla situazione della centrale Tvndi Civitavecchia.

Si leggono molti articoli sul futuro del carbone, dei 97 dipendenti Enel, ieri,leggiamo che  c’è stata una riunione dove il sindaco, alcune parti sociali ed Enel hanno dibattuto sul perché e percome l’Enel debba produrre in futuro l’energia elettrica.

A mio modesto avviso, nessuno si sta preoccupando di tutti i licenziamenti e le casse integrazioni che sono in atto in questo preciso momento in cui scrivo . Il problema è sempre incentrato sui licenziamenti dei 97 dipendenti Enel, che poi licenziamenti non saranno , in quanto è già chiaro che saranno in parte prepensionamenti e in parte ricollocati in altre branchie della compagine Enel. Che fine faranno le oltre 400 persone che girano nell’indotto dei lavori di manutenzione nella centrale nessuno ne parla. Il problema non è se nel 2025 o 2030 si uscirà dal carbone, se faranno o meno il turbogas, il problema è da oggi a quando ci sarà qualsiasi tipo di trasformazione che fine faranno le imprese e i lavoratori delle stesse, se nessuno le accompagna nel processo di diversificazione?

Vero è che le imprese devono staccare la spina dal mono committente Enel ma, la frenata improvvisa non lascia spazio nemmeno al più bravo imprenditore del mondo di riuscire a cogliere altre occasioni. Il problema è domani, il prossimo mese, l’altro ancora. È giustificabile da parte dell’impresa Enel, i gruppi non funzionano, non abbiamo richiesta di corrente e le manutenzioni non si fanno. Credo che la popolazione che ha permesso ad Enel di “sfruttare” il suo territorio , meriti un trattamento di fine rapporto adeguato, con una modalità da padre di famiglia ,ossia che la velocità dei lavori all’interno della centrale, passi da 100 km orari a 60, poi a 40 e poi a zero, non da 100 a 0 in un mese. Se uno dei gruppi deve fare la manutenzione decennale, non venga spostata di mesi e mesi, non credo che spostando il budget, Enel subisca tragedie, le imprese di Civitavecchia si, con la conseguenza del fallimento e licenziamenti. La mia speranza da lavoratore è che, la prossima amministrazione, sia in grado di concertare con Enel una modalità di trasformazione meno drammatica possibile.

Non so se questo scritto venga pubblicato o meno, ho soltanto voluto scrivere una seria preoccupazione di un padre di famiglia che oggi o domani verrà licenziato sicuramente.

Un lavoratore preoccupato

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