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Nuova farmacia comunale: i quesiti dell'Usb

Nuova farmacia comunale: i quesiti dell'Usb

Dubbi del sindacato si diversi aspetti a pochi giorni dall'inaugurazione dei locali al centro commerciale di Boccelle. "Scelta poco trasparente e senza informare il sindacato" 

CIVITAVECCHIA – A pochi giorni dall’inaugurazione della quinta farmacia comunale, in un locale in affitto all’interno del centro commerciale a Boccelle, è l’Usb a sollevare dubbi e criticità, ponendo diverse domande all’amministrazione e alla Csp, la municipalizzata cittadina. 

Senza entrare nel merito della scelta amministrativa il sindacato torna a sottolineare l’importanza della commissione tecnica paritetica, inserita nell’accordo del maggio 2017, all’interno della quale si sarebbero dovuti affrontare proprio alcuni aspetti legati alla gestione delle farmacie. In particolare, l’esponente dell’Usb Flavio Zeppa chiede quale sia la situazione attuale delle altre 4 farmacie, se siano attive o in forte deficit, “come mai la farmacia di via degli Orti che usava locali del Comune – ha ricordato – si è trasferita nei locali di Palmiro Togliatti pagando affitto. A quanto risale il canone di affitto? A chi si paga questo affitto, cioè chi sono i proprietari? A quanto ammonta il canone di affitto della nuova Farmacia a Boccelle nei locali della Coop? Quanto e quale personale è adibito alla nuova farmacia? Che tipo di personale  viene reclutato ed assunto? Soprattutto per i medici farmacisti esiste concorso pubblico? Che tipo di contratti (determinato o indeterminato) si applicano ai dipendenti e quali contratti vengono applicati?”. 

Queste sono le domande che l’Usb rivolge a Csp e all’amministrazione comunale. “Poi, in base alle risposte o ai fatti concreti – ha aggiunto – si valuteranno le iniziative nella speranza che non si configurino situazioni spiacevoli e non rispettose delle norme contrattuali e di bilancio visto che i soldi a disposizione della Csp sono soprattutto dei lavoratori che per un anno e mezzo circa hanno contribuito al bilancio positivo 2018 dell’azienda che ammonta a soli 30.000 euro. Molti i dubbi e le perplessità in merito a questa scelta poco trasparente – ha concluso Zeppa – e senza alcuna informazione alle organizzazioni sindacali tutte e alla cittadinanza”. 

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