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All’asta parte del patrimonio comunale

All’asta parte del patrimonio comunale

Martedì in Tribunale si decideranno le sorti di autoparco, sede di via Leopoli ed ecocentro in zona industriale. Il capogruppo della Svolta Grasso all’attacco. Dubbi sulla delibera di giunta approvata giovedì scorso con la quale si passano le reti idriche ad Acea Ato2 

CIVITAVECCHIA – Nuova tegola su Civitavecchia Servizi Pubblici. Martedì infatti andranno all’asta alcuni beni del patrimonio comunale. In particolare, come ha spiegato il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso, il 28 maggio si andranno a decidere le sorti dell’autoparco, della sede del servizio ambiente di via Leopoli e dell’ecocentro in zona industriale. 

La notizia è arrivata ieri mattina, nel corso della seduta di consiglio comunale convocata per discutere ed approvare il rendiconto di bilancio 2018. 
«Civitavecchia Infrastrutture, società dichiarata fallita, la prossima settimana- ha spiegato il leader della Svolta – metterà all’asta beni del patrimonio della collettività di Civitavecchia. Autoparco, sede ex Città Pulita, ecocentro: tutto all’asta, perché la competenza, l’efficienza e la gestione di chi doveva vigilare ha fatto fallire per 50mila euro una società con milioni di euro di patrimonio. Vedremo a questo punto cosa accadrà, chi si presenterà all’appuntamento in tribunale e quale sarà la strada che verrà delineata».  

Società che aveva, fino a poco fa, anche la gestione delle reti idriche. Nel frattempo però il giudice fallimentare – con la Corte d’Appello che ha confermato il principio ormai consolidato nella giurisprudenza della Cassazione anche alla luce della legge Madia che ha riorganizzato la pubblica amministrazione della soggezione al fallimento delle società comunali in house, e quindi anche di Civitavecchia Infrastrutture – ha disposto che le reti tornassero al Comune. E da qui sorgono i dubbi di Grasso. che ha chiesto chiarimenti al primo cittadino in merito ad una delibera di giunta datata 23 maggio. Delibera con la quale il Comune ha disposto il passaggio delle reti idriche ad Acea Ato2. «Questo però – ha spiegato il consigliere d’opposizione – è avvenuto con un atto notarile stipultato proprio nei giorni scorsi e, soprattutto, senza l’approvazione da parte del consiglio comunale dell’atto di retrocessione da Civitavecchia Infrastrutture al Comune. Ancora una volta, come è avvenuto spesso in questi cinque anni, la massima assise è stata esautorata dal suo ruolo. La giunta non avrebbe avuto il potere per cedere anche le reti ad Acea. E passare direttamente da Civitavecchia Infrastrutture ad Acea potrebbe significare esporre l’iter a vizi sostanziali e giuridici». 

Ma per il sindaco Cozzolino «le condotte dell’idrico, grazie all’importante lavoro della segretaria generale  ieri (giovedì ndr) sono tornate nel patrimonio del Comune. Ma la retrocessione – ha ricordato – era stata disposta dal giudice fallimentare il 15 gennaio di quest’anno: nell’allegato al bilancio di previsione, che ricapitola il patrimonio del Comune, le condotte c’erano già. L’allegato è stato approvato e quindi il consiglio ha fatto il suo lavoro. Mercoledì la formale stipula dell’atto di retrocessione, ieri in conseguenza del fatto che le reti sono tornate nella nostra disponibilità, l’ultimo pezzo del servizio  idrico integrato è andato al gestore unico con la firma del verbale di consegna. Dal 1° giugno, quindi, l’impianto di Monte Anciano passa ad Acea e così anche il personale». Un appunto poi su Civitavecchia Infrastrutture, «che probabilmente – ha concluso Cozzolino – è la causa di tutti i mali del comparto delle municipalizzate: non doveva esistere. Alla base flussi di cassa che non si capiscono e che hanno portato la società al fallimento, altro che i 50mila euro».  

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