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Tartaruga morta a Fregene: uccisa dalla crudeltà umana?

Tartaruga morta a Fregene: uccisa dalla crudeltà umana?

L’animale, trovato senza vita, presenta un foro sul collo. Su Facebook le foto del carapace e sui social esplode l’indignazione

FIUMICINO – Una tartaruga marina della specie caretta caretta, a rischio estinzione nelle acque territoriali italiane, ritrovata senza vita sulla spiaggia libera limitrofa allo stabilimento la Perla, a Fregene. Un animale imponente che, tuttavia, sembra non essere morto per cause naturali, bensì per mano dell’uomo. Ad avanzare l’ipotesi è lo stesso autore del ritrovamento, che sui social posta le foto del rettile. Immagini shoccanti dalle quali si nota un foro, rotondo e preciso, sul collo dell’animale. «Spero di non ferire la sensibilità di qualcuno, ma trovo doveroso documentarlo, dato che il foro sul collo dell’animale non sembra naturale, bensì provocato intenzionalmente per uccidere la tartaruga. Ma spero di sbagliarmi», scrive su Facebook Cristiano. Che aggiunge: «Sono state avvisate le autorità; mi è stato detto che avrebbero fatto la segnalazione ma essendo tardi ci sarebbero andati sicuramente domani (ieri, mercoledì 29 maggio, ndr.), ma con il mare grosso la tartaruga, anche se spostata di qualche metro sulla riva, potrebbe essere inghiottita dalle onde». In poco tempo, il post-denuncia ha ottenuto decine di reazioni e diversi commenti, tutti carichi d’indignazione: «Che tristezza, in che mondo viviamo, bisognerebbe salvaguardare questi animali», scrive Nadia. «Veramente triste non devono succedere queste cose”, commenta Stefania. “Una tristezza assoluta, ci stiamo autodistruggendo», replica Mattia. «Siamo una razza sottosviluppata rispetto al resto degli animali», chiosa Cristiano. Tra le tartarughe marine presenti nel Mar Mediterraneo, la caretta caretta è la specie più diffusa. È la più piccola tra le tartarughe del Mediterraneo: può raggiungere 110 centimetri di lunghezza di carapace e un peso di 180 chilogrammi. La specie è considerata endangered, a livello regionale e globale, ed è perciò protetta da normative internazionali e, in particolare, da numerose convenzioni tra le quali la Convenzione di Barcellona e relativo protocollo aggiuntivo che prevede misure di protezione e di conservazione per la specie vietandone l’uccisione, il commercio e il disturbo durante i periodi di riproduzione, migrazione, svernamento e altri periodi in cui gli animali sono sottoposti a stress fisiologici.

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