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Consorzio Cerenova. Un fantasma che può nascondere una sicura stangata

Consorzio Cerenova. Un fantasma che può nascondere una sicura stangata

Preoccupazione dopo la notizia dell’avvenuta costituzione. De Angelis e Orsomando: «Invitiamo tutti i cittadini a prestare la massima attenzione nel fornire i propri dati  personali che potrebbero essere utilizzati anche per altri scopi. L’amministrazione prenda le distanze»

di TONI MORETTI 

CERVETERI – In questo periodo nel quale la fake news è diventata roba quotidiana, neanche sconcerto ha provocato la notizia di un costituito consorzio tra i cittadini di Cerenova che manda in comunicato alla stampa, non a tutta la stampa locale, mimetizzandosi dietro un indirizzo mail senza alcuna indicazione di generalità fisiche di qualche responsabile né un contatto telefonico con il quale poter interloquire e chiedere ulteriori informazioni. Si era parlato da giorni del problema nato circa la fornitura dell’acqua irrigua che per motivi tecnici e legali, la Multisevizi Caerite non poteva più garantire tanto da essere stata la stessa azienda a trovare la soluzione nell’idea della costituzione di un consorzio che avrebbe permesso ai cittadini di Cerenova di istituire un rapporto diretto di fornitura col Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano, fornitore dell’acqua per i giardini, ma da qui a vedere per incanto nascere un consorzio, obbligatorio, con le caratteristiche e le incombenze specificate nel comunicato, spontaneo e senza nessuno assenso dichiarato del comune, ne corre, tanto che il risultato di alcune verifiche fatte nelle sedi istituzionali, ci hanno fatto pensare ad una notizia “farlocchia” . Ma i consiglieri di opposizione Aldo De Angelis e Salvatore Orsomando, (Legalità e trasparenza e Forza Italia), si sempre loro, ravvisano delle insidie e ci tengono a mettere sull’avviso i cittadini e fare loro delle raccomandazioni. «Visto che si vanno a toccare i soldi e le tasche degli utenti – scrivono i due – sarebbe opportuno far sapere ai cittadini chi ha costituito questo “Consorzio Cerenova”. Sarebbe stato sicuramente “trasparente e corretto” inoltre che chi ha scritto questo pseudo comunicato avesse fornito le proprie generalità (visto che vi identificate come “noi genitori” e vi firmate “parla con noi”) richiedendo, tra l’altro, alcuni dati anagrafici sensibili nascondendosi soltanto dietro un email di contatto senza alcun riferimento fisico e telefonico e questo già la dice lunga sulla “bontà” di questa operazione alquanto sibillina».    
«Sempre nel comunicato – continuano i due consiglieri – si parla di una, secondo noi folle, idea di “consorzio obbligatorio” dove l’adesione dovrà essere parte integrante di future compravendite delle proprietà per assicurare una sorta di continuità (quindi un ulteriore ostacolo alla vendita visto il mercato immobiliare attuale) e che sposando la soluzione proposta dalla Multiservizi per il servizio irriguo nei giardini privati possa puntare ad integrare le attività comunali di gestione del verde pubblico (si ricorda che i cittadini già pagano fior di tasse per avere una scarsa gestione del verde), ed in prospettiva alla istituzione di un servizio di vigilanza attiva. Tutto questo quando in altri comuni si stanno sciogliendo tante società consortili e consorzi che non solo sono risultati ingestibili ma anche fonte di ulteriori problematiche economiche con costi in aumento ogni anno. E’ piuttosto chiaro che qui si stanno probabilmente prendendo in giro i cittadini giocando sull’equivoco e sulla “non conoscenza” come è altrettanto chiaro che senza “presentarsi” o dare riferimenti precisi si chiedono informazioni che potrebbero essere utilizzate anche per altri scopi. In attesa di chiarezza – concludono De Angelis e Orsomando – invitiamo tutti i cittadini di Cerenova a prestare la massima attenzione nel fornire i propri dati personali se non si conosce e si ha contezza di chi si celi dietro un email di un fantomatico Consorzio come invitiamo il Comune e l’Amministrazione tutta a prendere la distanze e a renderle pubbliche».
Altre considerazioni si potrebbero fare su questa improvvisata operazione che a pensarci bene di improvvisato può avere poco. E se dietro ci fossero i soliti “furbetti” che con l’idea del consorzio che una volta che diventasse operativo configurerebbe una gestione privata di alcuni servizi essenziali per il territorio, si mettessero nella condizione di bypassare bandi e incombenze obbligatorie per il “pubblico” procedendo ad affidamento diretto di lavori con tutta l’elasticità e la libertà che ne consegue?
Ciò che ha poi impressionato è la leggerezza con la quale viene fatta la previsione dei costi. “Un caffè al giorno” era il paragone più usato dai furbi venditori di enciclopedie degli anni ‘60 per forzarne la vendita. Indicizzando il caffè per 9000 abitazioni, questo è il discorso che fanno, avete idea di quanto avrebbero da gestire al giorno questi organismi eletti dall’assemblea e si è sicuri che i politici non influenzeranno la scelta?

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