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Anche i cani in spiaggia lo dice il Tar

Anche i cani in spiaggia lo dice il Tar

Con questa argomentazione i consiglieri di opposizione attaccano l’ordinanza del comune di Cerveteri che lo vieta. De Angelis e Orsomando: «Tutto da rifare con le dovute accortezze»    

di TONI MORETTI

CERVETERI – Un segnale che si vuole leggere di apertura e di collaborazione quello che giunge dai due consiglieri comunali di opposizione Aldo De Angelis e Salvatore Orsomando che in una nota, nonostante avvolta da evidente sarcasmo, tiene comunque ad avvisare l’amministrazione comunale, di un madornale errore commesso con l’ordinanza balneare del 2019 in quanto in contrasto con una sentenza del Tribunale Amministrativo del Lazio ed invita l’amministrazione ad annullarla e a rifarla. Si tratta dell’ordinanza n° 95 del 30 maggio scorso la quale non si ammette la presenza di cani nelle spiagge prevedendo, al punto 1.7, come affermano i due consiglieri: «Il divieto di condurre o far permanere qualsiasi tipo di animale per motivi igienico – sanitari e di pubblica incolumità, anche se munito di regolare museruola e/o guinzaglio. Sono esclusi dal divieto le unità cinofile di salvataggio al guinzaglio, accompagnate da personale istruttore munito di brevetto in corso di validità e rilasciato dalle competenti amministrazioni, i cani guida per i non vedenti, i cani da guardiania per il periodo di chiusura al pubblico delle strutture balneari, nonché quelli a servizio delle forze dell’ordine condotti nell’ambito e per fini delle rispettive attività di istituto». 
Ora precisano i due consiglieri: «Secondo la Magistratura amministrativa del Lazio, come già affermato dal TAR della Calabria, con la sentenza n. 225/2014, l’amministrazione avrebbe dovuto valutare la possibilità di perseguire le finalità pubbliche del decoro, dell’igiene e della sicurezza mediante regole alternative al divieto assoluto di frequentazione delle spiagge, ad esempio valutando se limitare l’accesso in determinati orari, o individuare aree adibite anche all’accesso degli animali, con l’individuazione delle aree viceversa interdette al loro accesso». La ovvia conclusione per i consiglieri De Angelis e Orsomando è che: «Essendo la sentenza del Tar del Lazio – Sezione di Latina, valida su tutta la Regione Lazio, questa Amministrazione, forse un pò distratta, è chiamata a «rivedere» ed annullare quanto previsto nell’ ordinanza del 30 maggio. E’ infatti facoltà dei concessionari prevedere, eventualmente, aree destinate all’accoglienza di tali animali nell’ambito delle rispettive concessioni demaniali, a condizione che vi siano strutture per le quali il servizio veterinario della ASL competente per territorio rilasci il nullaosta sanitario a garanzia del benessere degli animali e del rispetto dell’igiene pubblica e che tutto si deve rifare con l’applauso dei nostri amici animali».
Certo, stando così le cose l’ordinanza in oggetto così concepita, rappresenta un grosso scivolone per una amministrazione che si professa ambientalista e amica degli animali e che è a conoscenza del fatto che la popolazione è predisposta all’accoglienza e alla cura di tanti piccoli amici che sono considerati come membri della famiglia e che con le stesse dividono tutto, tetto, cibo e cure. Escluderli dagli spazi ricreativi al mare senza preoccuparsi di predisporre quanto necessario per la loro accoglienza si percepisce come un grande disservizio per tutti i cittadini.

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