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Omicidio Vannini. Nessuna autorizzazione per un film su Marco

Omicidio Vannini. Nessuna autorizzazione per un film su Marco

I genitori del giovane prendono le distanze dal progetto di un regista di Ostia e minacciano di ricorrere alle vie legali. Mamma Marina e papà Valerio: «Diffidiamo la diffusione di questo o simili filmati, stante il nostro fermo diniego a siffatto utilizzo dell’immagine di nostro figlio e, in genere, della tragica vicenda»

CERVETERI – Indignati e pronti a lottare ii genitori di Marco Vannini, il 20enne bagnino di Cerveteri deceduto dopo una lunga e drammatica agonia  il 18 maggio del 2015, dopo essere stato colpito da un proiettile all’interno della villetta della famiglia Ciontoli a Ladispoli. Sembra infatti che il regista Claudio Di Napoli stia girando un film sulla tragica scomparsa del giovane nonostante la vicenda giudiziaria sia ancora aperta e senza alcuna autorizzazione dei genitori. Così mamma Marina e papà Valerio, hanno deciso di diffondere una nota per esprimere il più profondo dissenso per scongiurare la messa in onda del  film riservandosi, e lo dicono a chiare lettere, di intraprendere azioni legali se mai il progetto dovesse essere portato a termine. 
Mamma Marina e papà Valerio nel chiarire definitivamente la loro posizione e la loro contrarietà, hanno scritto: «Siamo stati informati che una emittente sta trasmettendo servizi (o spot pubblicitari, non sappiamo definirli), che abbiamo visionato, relativi all’uscita di un film su Marco Vannini. Nel corso del servizio (o spot pubblicitario) viene annunciata l’uscita ‘‘in estate’’ di un film dal titolo ‘’Perché mi hai lasciato morire’’ che sarebbe stato girato ‘’su Marco Vannini’’ dal “regista di Ostia Claudio Di Napoli’’. Quest’ultimo, intervistato, conferma la circostanza e, tra varie banalità, afferma che è in procinto di rivelare la verità ‘’vera’’, annunciando ‘’retroscene un po’ particolari’’. Diffidiamo la diffusione di questo o simili filmati, stante il nostro fermo diniego a siffatto utilizzo dell’immagine di nostro figlio e, in genere, della tragica vicenda».
I genitori del 20enne nel prendere le distanze dal progetto chiariscono che: «Circa due mesi fa avevamo avuto notizia che il sig. Di Napoli stava girando un film sull’argomento e che stava chiedendo denaro a vari commercianti della zona. Lo abbiamo contattato ed il sig. Di Napoli ha dichiarato che si stava occupando di cronaca e che era alla ricerca di “sponsor” – e ci tengono a specificare – Vogliamo, per l’ennesima volta, precisare che non abbiamo mai chiesto denaro né autorizzato nessuno a farlo: se qualcuno, per un motivo o l’altro chiedesse denaro con riferimento alla tragica vicenda di nostro figlio, lo farebbe a nostra insaputa e contro le nostre intenzioni, avendo sempre manifestato la nostra contrarietà a siffatte deprecabili iniziative. Invitiamo tutti a respingere fermamente richieste del genere e ad avvisarci».
Mamma Marina e papà Valerio si riservano di procedere per vie legali, avendo già negato l’autorizzazione al progetto: «In ordine alla rappresentazione cinematografica che il Di Napoli vorrebbe realizzare, lo abbiamo ripetutamente diffidato a farlo e negato l’autorizzazione, ma lui nonostante ciò ha voluto proseguire il suo lavoro. Con la presente ribadiamo il diniego, riservandoci ogni opportuna azione e tutela in via giudiziaria».

 

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