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Traffici green: Civitavecchia in prima linea

Traffici green: Civitavecchia in prima linea

CIVITAVECCHIA – “L’impegno del mondo armatoriale e portuale a ridurre le emissioni del traffico navale, coniugato con l’adeguamento del dettato normativo, ha fatto sì che gli apporti emissivi delle navi scalanti il porto di Civitavecchia siano stati, negli ultimi anni, sempre al di sotto dei limiti consentiti dalla legge». È quanto sottolineato dal presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo, dopo l’allarme lanciato sull’inquinamento portuale che vedrebbe Civitavecchia al quarto posto tra le città maggiormente colpite a livello europeo. «È chiaro che, se si vogliono raggiungere risultati soddisfacenti – ha aggiunto il presidente –  il tema va affrontato a livello europeo ed internazionale, anche al fine di evitare situazioni di possibile concorrenza sleale. Nella mia qualità  di vice presidente dell’associazione dei porti del Mediterraneo (MedPorts), ho quindi promosso e, continuerò a farlo, l’estensione delle nostre buone pratiche (come ad esempio il Blue Agreement in base al quale gli armatori volontariamente accettano di far ricorso, nella fase di ingresso nel porto di Civitavecchia, a combustibili con limiti in termini di tenore di zolfo anche al di sotto di quelli prescritti dalla legge) in tutto il bacino del Mediterraneo, in cooperazione anche  con i colleghi delle Autorità dei porti del Nord Africa». Secondo il numero uno di Molo Vespucci si tratterebbe di un allarmismo ingiustificato, che contrasta con quanto quotidianamente certificato dagli organi di vigilanza che attestano il costante impegno delle istituzioni e degli armatori a ridurre le emissioni.
«Il porto di Civitavecchia, da anni, ha attivato un programma di monitoraggio della qualità dell’aria degli ambiti portuali e peri-portuali attraverso l’installazione di una centralina di monitoraggio gestita da Arpa Lazio – hanno aggiunto dall’Authority –  integrata con le altre presenti sul territorio regionale, che ha certificato un costante rispetto dei limiti fissati. Anche il 15 maggio 2019, giornata in cui si è registrato in porto il record di presenze di navi (20 navi tra traghetti, crociere e navi commerciali) non sono stati superati i limiti di emissione nell’aria previsti  per legge, come risulta inequivocabilmente dai dati della centralina dell’Arpa Lazio. Primo ed unico in Italia, il porto di Civitavecchia ha lanciato, nel 2017, un programma teso a ridurre l’apporto emissivo delle navi che stazionano in porto – hanno ribadito – in misura superiore rispetto a quanto previsto dalla normativa.  Fondi dell’Ente sono stati destinati ad incentivare l’utilizzo, a bordo delle navi, di tecnologie che garantiscano una riduzione delle emissioni in atmosfera e ciò ha comportato la scelta, da parte di uno dei maggiori armatori, del porto di Civitavecchia come porto per la prima nave a Gnl del mondo. Idem per quanto riguarda i traghetti, con il recente battesimo, da parte dell’armatore Grimaldi, della Cruise Roma, prima nave zero emission in port».  
«Queste tecnologie – ha aggiunto Di Majo – non possono emettere ossidi di zolfo  in quanto tale sostanza non è presente nel Gnl o nelle batterie che alimentano le navi in sosta. Oggi la stragrande maggioranza delle navi da crociera è equipaggiata con scrubbers e altri dispositivi destinati esclusivamente a purificare i fumi di scarico, come i nuovi motori di bordo a ridotte emissioni di ossidi di azoto».

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