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Gtc, congelato lo stato di agitazione

Gtc, congelato lo stato di agitazione

I sindacati auspicano ora immediata ed urgente convocazione in Authority. Cgil, Cisl e Uil: “È chiaro che insiste un problema nella gestione di corrette relazioni industriali da parte dell’Adsp nei nostri confronti” Loffarelli (Cac): “L’allarme lanciato dai gruisti è importante. C’è da ricucire il tessuto delle imprese portuali”

CIVITAVECCHIA – È stato congelato, almeno per il momento, lo stato di agitazione indetto martedì scorso che ha coinvolto i lavoratori della Gtc. Sono stati loro infatti, con senso di responsabilità, ad avallare la proposta di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, a seguito dell’annullamento delle riunione – con qualche ora soltanto di preavviso – convocata dall’Autorità di Sistema Portuale per affrontare, insieme ai sindacati, questa ennesima vertenza che si è aperta nello scalo. L’aver congelato lo stato di agitazione però, non fa abbassare la guardia. Tutt’altro. Come scritto da Borgioni e Manicone della Cgil, Fantozzi e Sagarriga della Cisl e Gallo della Uil, adesso si attende una convocazione immediata ed urgente da parte di Molo Vespucci, per valutare gli elementi già emersi nell’incontro di mercoledì tra Adsp e società, in modo tale da poter condividere un percorso congiunto e costruttivo “teso alla positiva risoluzione della vertenza, le cui ricadute – hanno spiegato – impattano pesantemente sui lavoratori e le loro famiglie, motivo per cui è nel loro diritto conoscere in tempo le considerazioni e le possibili soluzioni che si intendono adottare e perseguire”. Ma i sindacati ne approfittano anche per ribadire un concetto importante. “È ormai chiaro – hanno infatti sottolineato – che insiste un problema nella gestione di corrette relazioni industriali da parte dell’Adsp nei nostri confronti. È arrivato il momento di un chiarimento in merito onde evitare più  gravi incomprensioni tra le parti”.

E intanto è il rappresentante del consorzio autotrasportatori Civitavecchia, Patrizio Loffarelli, a prendere spunto dalla vertenza dei gruisti, che vedono in bilico il proprio futuro, per sottolineare quanto la questione sia oggi ben più ampia. “C’è da ricucire il tessuto delle imprese portuali – ha spiegato – ci sono stati eventi passati che hanno dato un’immagine di crisi irreale e che hanno facilitato un lento ma drammatico processo di rottura degli equilibri portuali che erano in piedi da decenni, causando problemi veramente difficili da risolvere. Serve mettere un punto e ripartire dalle nostre imprese storiche. Dare garanzie all’occupazione, attraverso il rilancio delle nostre attività cittadine. Visto che c’è chi, in pochi mesi, ha catturato tutti i servizi, escludendo di fatto la filiera delle imprese locali”. Anche il trasporto locale è in crisi, “a causa – ha aggiunto Loffarelli – di un’invasione di campo di realtà esterne di autotrasporto, ma pesano negativamente anche realtà imprenditoriali che operano nel nostro porto nella logistica, in questa nostra vertenza. Faremo pertanto un punto della situazione su quali siano i soggetti operanti nel nostro scalo che penalizzano le imprese di autotrasporto locale, screditando la nostra attività con i nostri committenti, e favorendo anche a prezzi più alti e renderemo pubblico quanto emerso – ha concluso – accettando il confronto, pubblico, con loro sempre. E qualora servisse, ci muoveremo alla “camionista maniera”. Intanto auspico l’inizio di un sano e costruttivo dialogo tra civitavecchiesi”. 

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