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''Col bilancio riequilibrato potrà ripartire la macchina amministrativa''

''Col bilancio riequilibrato potrà ripartire la macchina amministrativa''

Il sindaco Pietro Tidei punta a portare i conti in regola entro due anni

SANTA MARINELLA – Secondo le stime del sindaco Pietro Tidei entro due anni Santa Marinella potrà disporre di un bilancio in regola che consentirà di gestire la normale amministrazione senza vincoli particolari, ma disponendo di risorse che permetteranno di mettere in atto progetti per dodici milioni di euro. 
Nel corso della riunione tenuta con la cittadinanza, il sindaco ha elencato quello che è stato fatto nell’ultimo anno, nonostante il laccio del dissesto finanziario e delle casse vuote. “Quello che è importante – dice Tidei – è che ci è stato approvato il bilancio riequilibrato del 2018. Ora dovremo sperare che prima di dicembre possa portare in consiglio l’approvazione del documento del 2019 per poi parlare del bilancio del 2020. Purtroppo, ora, non abbiamo soldi in cassa e quindi non possiamo fare nulla. Nessuno ci fa credito, tanto che quando ci sono serviti cinque sacchi di cemento, io ho dato 50 euro di tasca mia all’operaio per comprare il cemento. Capisco che la gente si lamenta anche dei piccoli problemi giornalieri, ma capite che se non ci sono soldi non è possibile fare nulla. Oggi stiamo tirando avanti con i fondi dati dalla Regione perché quando ci siamo insediati abbiamo trovato, non solo i cassetti vuoti, ma tante strutture inagibili quali la piscina comunale, il palazzetto dello sport, il campo di calcio, la scuola Vignacce, via Delle Colonie chiusa, la struttura di via Della Libertà inagibile. Grazie al finanziamento del Ministero e della Regione, stiamo ripartendo con il progetto della ristrutturazione della piscina, abbiamo riaperto via Delle Colonie, la scuola delle Vignacce grazie a 700mila euro di fondi, potrà riaprire entro settembre del prossimo anno”. “Ora stiamo mandando in gara – conclude il sindaco – l’appalto, perché non è più accettabile che bambini dai tre ai cinque anni si vedano costretti a trasferirsi dal loro quartiere alle Benedettine per frequentare la scuola”.

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