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Traffici portuali in calo: preoccupata la Cpc

Traffici portuali in calo: preoccupata la Cpc

I vertici della Compagnia evidenziano le difficoltà anche per il gruppo che nei primi cinque mesi del 2019 ha perso circa 600mila euro rispetto allo scorso anno. Pesa il crollo del carbone. E proprio da Enel potrebbe arrivare una qualche opportunità, come spiegato dal presidente Luciani: "Oggi è il territorio che deve dettare le regole. La Spa potrebbe a questo punto realizzare la darsena grandi masse garantendo un'occupazione concreta" 

CIVITAVECCHIA – È una Compagnia portuale preoccupata quella che, leggendo i dati negativi dei traffici dello scalo per i primi tre mesi del 2019, non vede così roseo  neanche il futuro. Anzi, c’è il rischio concreto che la cooperativa non riesca a pagare gli stipendi ai lavoratori, proprio per le ripercussioni negative sul fatturato registrate in questi mesi. Solo a maggio, rispetto allo stesso mese del 2018, la Cpc ha perso 140mila euro, che diventano circa 600 per i primi cinque mesi dell’anno. “Se al 15 luglio non riusciremo a pagare i nostri lavoratori siamo pronti a bloccare il porto, tutto” ha detto il presidente Enrico Luciani, consapevole che il danno maggiore deriva dal crollo del traffico del carbone, che ha segnato un -53% nel primo trimestre. “Dopo la lotta per il rinnovo dell’appalto per lo scarico del combustibile della scorsa estate – ha aggiunto – oggi ci troviamo di fronte a questi numeri. E ci sembra strano che Enel non lo sapesse. Ovviamente non siamo favorevoli al carbone e abbiamo lottato quando Tvn è stata riconvertita; se chiudesse domani saremmo più che felici. Ma a determinate condizioni. Per ora, per quanto ci riguarda, abbiamo cercato di spostare i lavoratori su altri settori ma il problema è che, in questi anni, non si è riusciti a creare una seria alternativa”. Alternativa che, secondo la Cpc, non può che essere quella legata al traffici container, legati ancora a numeri giudicati “ridicoli”. Ecco quindi che, secondo la Cpc, Enel dovrebbe entrare in questa partita, “reivestendo quanto qualcuno gli ha fatto risparmiare cancellando il parco eolico – ha aggiunto Luciani – e andando a completare la darsena Grandi Masse, andando così a creare concreti posti di lavoro per il territorio”. Questa la soluzione prospettata dalla Cpc e suggerita alla nuova amministrazione comunale, seduta pochi giorni fa al Mise per affrontare il discorso legato al futuro di Torre Nord. “Enel non dove dettare, ma deve ascoltare il territorio – ha aggiunto il presidente della Cpc – oggi si torna a parlare di energia pulita e rinnovabili al tavolo? Ma quanto ancora deve essere preso in giro questo territorio. Civitavecchia ha dato troppo, anche in termini di vite. Siamo assolutamente insoddisfatti da quel tavolo al Ministero”. 

Ed è stato poi il vicepresidente Patrizio Scilipoti a sottolineare come, da consigliere comunale, si farà promotore partendo dai colleghi di opposizione, per la richiesta di un consiglio comunale proprio sulla vertenza legata all’uscita dal carbone, “seduta nel corso della quale – ha spiegato – Enel dovrà fornire risposte chiare e decise sul piano energetico e su quello occupazionale. Un consiglio o un tavolo dovrà essere convocato anche sul porto e sulla crisi dei traffici, con i vertici dell’ente che saranno chiamati a rispondere ad alcune domande: quali nuovi traffici sono arrivati a Civitavecchia in questi anni? Quali sono a umentati? Quali sono i bilanci delle imprese portuali? Poi la politica – ha concluso – dovrà lavorare anche per arrivare ad un “patto sociale” tra armatori, Enel e cittadini, per rilanciare concretamente questo territorio”. 

 

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