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Città futura: ''Occorre ricostruire un tessuto connettivo della sinistra''

CIVITAVECCHIA – «A due settimana dalle elezioni amministrative sentiamo di dover rompere la congiura del silenzio che è scesa sulla politica cittadina. Nessun ragionamento sui perché della sconfitta, né tra i 5stelle per i quali solo l’incomprensione dei cittadini ha mandato all’opposizione un’amministrazione che aveva fatto più che bene, né tra le varie componenti della sinistra e del centrosinistra». È quanto dichiara in una nota l’associazione politica Città Futura evidenziando il fatto che per altri cinque anni il centrosinistra rimarrà fuori dall’amministrazione della città, con un governo a trazione leghista. «I motivi di preoccupazione non sono solo quelli relativi ai risultati – spiega l’associazione – avanza , come in altre parti d’Italia, il ricatto sul voto che è ricatto del posto di lavoro. Fenomeno non nuovo ma che assume, oggi, i connotati della spudoratezza. Come non ricordare le fotografie postate sui social con i candidati consiglieri della destra fotografati con imprenditori e maestranze, tutti insieme allegramente». Città futura fa un’analisi su quanto accaduto nel centrosinistra per individuare i responsabili della sconfitta di Tarantino: «Gli eletti sono gli stessi, nonostante la loro incolore opposizione, di cinque anni fa , e il nostro campo è immobile, impermeabile a qualsiasi cambiamento. Eppure energie giovani, nelle liste di appoggio a Tarantino, si sono messe in gioco con entusiasmo e impegnate nel campo della solidarietà, dell’accoglienza e dell’ecologia, prontamente punite e ricondotte nei ranghi da una politica la cui maggiore ambizione è l’autoconservazione». Secondo l’associazione, la mancanza di un progetto politico unitario avrebbe inchiodato il risultato al primo turno a circa il 22%, mancando di attrarre il voto dell’elettorato diffuso e di opinione di sinistra. «Allora di chi è la responsabilità della sconfitta? Registriamo le dimissioni del segretario della sezione locale del PD, qualche intervento di critica sui social che non ha avuto eco, ma non ci risulta che, come da antica tradizione, il maggiore partito della sinistra abbia riunito organismi dirigenti per l’analisi del voto. 
Riflesso condizionato di una classe dirigente che non vuole mettersi ed essere messa in discussione». «Proponiamo che a sinistra si torni a discutere, organizzando incontri, assemblee, riunioni collettive su questi temi. Sarà una lunga marcia nella ricostruzione del tessuto connettivo della sinistra, rimettere in circolo passioni, ideali , ricostruire rapporti e aprire prospettive e speranze. Noi ci siamo e continueremo a lavorare per questo. Chiudersi nei recinti – conclude Città Futura – ci si può sentire protetti, ma serve a poco quando fuori imperversano le bestie feroci».

 

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