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Endoscopia intitolata al dottor Fabio Baldi

Endoscopia intitolata al dottor Fabio Baldi

OSPEDALE. Il presidio sanitario di  Tarquinia ha voluto ricordare uno dei medici più amati da colleghi e pazienti Portò per primo nel nosocomio etrusco tecniche all’avanguardia, mai utilizzate prima

TARQUINIA – Il reparto di Endoscopia intitolato al dottor Fabio Baldi per volere del personale che per anni ha collaborato a stretto contatto con il medico, apprezzandone le doti professionali e umane che lo hanno reso uno dei professionisti più amati dai tarquiniesi e non solo. Il noto e stimato medico dell’ospedale di Tarquinia è stato ricordato in una cerimonia che si è svolta lunedì, preceduta da una celebrazione eucaristica avvenuta nella cappella dell’ospedale.
“Una vita messa al servizio del prossimo, quella del dottor Fabio Baldi, professionista che in poco tempo ha portato il suo reparto a divenire il fiore all’occhiello dell’ospedale di Tarquinia”, ricordano dall’ospedale. 
Si attribuiscono al dottor Baldi oltre 1.600 esami l’anno, e numerosissimi interventi, oltre che l’organizzazione e la partecipazione ad importanti convegni. Un medico prematuramente scomparso, amato da tutta la cittadinanza, per la professionalità e la sua competenza con le quali quotidianamente portava avanti il suo lavoro. Era anche presidente regionale dell’Isse, Società Italiana di Endoscopia, area chirurgica. Un curriculum di tutto rispetto, quello del dottor Baldi, subito apprezzato in città sin dal suo arrivo a Tarquinia, come chirurgo, nel 1990.  L’interesse per Endoscopia inizia nel 1994: dall’endoscopia diagnostica alla Cpre (la colangio-pancreatografia retrograda endoscopica) una procedura endoscopica specialistica utilizzata per la diagnosi e la cura delle malattie dei dotti biliari e del pancreas, una tecnica mai utilizzata prima nel presidio ospedaliero tarquiniese. Il dottor Baldi ha anche collaborato con il Dipartimento di Scienze Chirurgiche e Trapianti Università di Roma La Sapienza, diretto dal professor Paolo Trentino, una collaborazione che lo portò nel 2012 in Germania per imparare le tecniche di trattamento endoscopico con Rfa (radiofrequenza) dell’esofago di Barrett. Negli ultimi anni si era dedicato ad interventi di mucosectomia e di sottomucosectomia, dando ulteriore prestigio all’ospedale di Tarquinia, che lo vuole ricordare come merita.

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