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Ematologi, Car-T entro l’anno: terapia per 440 pazienti l’anno

Ematologi, Car-T entro l’anno: terapia per 440 pazienti l’anno

Secondo i risultati dei trial clinici le percentuali di guarigione sono al 40-50%

Dovrebbe essere disponibile entro l’anno, anche nel nostro Paese, Car-T, l’innovativa terapia che ‘arma’ le cellule del sistema immunitario del paziente ed è destinata a cambiare il trattamento di tumori del sangue finora senza cura. In Italia potrebbero beneficiarne circa 400 adulti e una quarantina di bambini l’anno, con percentuali di guarigione che raggiungono, secondo i risultati dei trial clinici, il 40-50%.  Questo il quadro tracciato dai professori Paolo Corradini, presidente  della Società italiana di ematologia e direttore della Divisione di ematologia della Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano,
e Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e direttore del Dipartimento di onco-ematologia pediatrica, terapia cellulare e genica dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, in occasione del ‘1st Italian Workshop on Cart T- Cell Therapy’, che ha riunito 
oggi a Milano i massimi esperti del settore.
 Car-T è «una terapia rivoluzionaria – spiega Corradini – che usa un farmaco vivente, le cellule del paziente: i linfociti T vengono prelevati e poi geneticamente modificati in laboratorio in modo da renderli capaci di aggredire le cellule tumorali. Una volte reinfusi 
nel paziente, entrano nel circolo sanguigno e sono in grado di riconoscere le cellule tumorali e di eliminarle attivando la risposta immunitaria». L’esperto stima che entro la fine dell’anno, o all’inizio del prossimo, Car-T dovrebbe essere disponibile in Italia: si è ormai alle battute finali di una lunga trattativa, in Aifa, sul prezzo, «che permetterà di avere a disposizione, come in altri casi – afferma Corradini – i farmaci migliori al costo più basso all’interno 
di un servizio sanitario universalistico». «Siamo partiti in ritardo rispetto ad altri 
Paesi, ma ormai ci siamo – prosegue Corradini – speriamo che l’autorizzazione dell’Aifa arrivi quanto prima per poter iniziare a trattare dei pazienti entro la fine dell’anno», ribadisce. Secondo la stima degli esperti, sulla base delle indicazioni approvate dall’Agenzia europea del farmaco, potrebbero beneficiarne in Italia circa 40 bambini con leucemia linfoblastica acuta o un linfoma aggressivo a cellule B e di circa.

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