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Tafferugli al porto, Fsp: "Aggredire la Polizia è reato"

Tafferugli al porto, Fsp: "Aggredire la Polizia è reato"

CIVITAVECCHIA – Auto che invadono il porto, disservizi di quelli difficili da prevedere, caldo torrido e tante persone in coda. Gli elementi perfetti per un parapiglia dai contorni tutti da chiarire. Almeno sotto il profilo mediatico, dal momento che a livello istituzionale la cosa si è conclusa con due arresti e con altrettanti poliziotti contusi e medicati all’ospedale San Paolo. Stiamo parlando dell’episodio avvenuto al porto lo scorso giovedì, reso pubblico attraverso un video diventato subito virale, che ha messo in croce due operatori di polizia. Mani sulle spalle, spintoni, uno schiaffo, perfino un’arma estratta. Detta così potrebbe sembrare la cronaca di  una rissa avvenuta in un quartiere malfamato del Venezuela. Invece siamo a Civitavecchia, al molo 28  del porto. Nessuna banda di narcotrafficanti, né morti ammazzati per regolamento di conti. Solo una nave, la ‘‘Catania’’ diretta a Tunisi, partita con almeno otto ore di ritardo. E in fila un numero elevato di auto con a bordo dei cittadini tunisini. A tutti sarebbe stato consentita la partenza, ma con i tempi giusti, dopo l’imbarco dei mezzi pesanti. Ma la paura di rimanere a Civitavecchia ha fatto perdere la calma agli automobilisti stranieri che hanno letteralmente bloccato il porto. Surreale la scena: due poliziotti incaricati di riportare la calma tra centinaia di persone inferocite. Uno si rifiuta di spostare l’auto, l’agente all’ennesimo invito gli appoggia le mani sulle spalle, l’uomo reagisce, gli altri lo appoggiano. Il video racconta buona parte dell’accaduto, non filma il colpo ricevuto dall’altro poliziotto che di scatto si gira e afferra un giovane. Lo spinge, gli intima di fermarsi. Alla fine mette mano all’arma, lo fa a scopo intimidatorio: non è facile arrestare qualcuno in un contesto in cui un centinaio di persone sono pronte a schierarsi contro due operatori di polizia. Ma l’arresto andava eseguito a qualunque costo, nonostante un uomo abbia tentato con la forza di sfilare l’amico dalle mani dei poliziotti, arrivando anche a colpirli. Alla fine due tunisini finiscono in manette: dovranno rispondere di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Intanto divampa la polemica sul modus operandi della Polizia, sull’opportunità  o meno di utilizzare l’arma d’ordinanza (senza sparare) a scopo intimidatorio quando due soli poliziotti devono fronteggiare decine e decine di persone. Non stiamo parlando di sceriffi, ma di eroi di tutti i giorni, di quelli osannati quando arrestano rapinatori, quando salvano bambine intrappolate in auto o quando rimangono feriti in servizio per difendere i cittadini. Stiamo parlando degli stessi  semplici poliziotti che di colpo qualcuno, attraverso un video, ha tentato di trasformare in pistoleri pronti a sparare a coloro che si rifiutano di spostare la macchina. 
Sulla questione è intervenuto anche il sindacato Fsp Polizia: «Nessun caso, un agente sa quando c’è pericolo. Aggredire dei poliziotti non si può, non a caso arresti confortati dall’Autorità giudiziaria».

 

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