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Ladispoli, Acea torna a bussare alle porte del Comune

Ladispoli, Acea torna a bussare alle porte del Comune

Il sindaco chiede al presidente del consiglio di convocare con urgenza una conferenza dei capigruppo per attuare insieme una strategia che impedisca il passaggio all'Ato2. L'appuntamento con gli schieramenti fissato per venerdì 12 luglio

LADISPOLI – Acea torna a bussare alle porte del Comune di Ladispoli.

Nei giorni scorsi il Comune ha infatti ricevuto una diffida con la quale invita gli amministratori di palazzo Falcone a consegnare tutto entro 15 giorni.

In caso contrario “sono state preannunciate – ha detto il sindaco Grando – azioni legali e la richiesta di un risarcimento danni per il mancato adempimento di legge”.Una situazione critica che ha portato il primo cittadino, considerando “che l’argomento va al di là degli schieramenti politici” a chiedere al presidente del consiglio di convocare con urgenza la conferenza dei capigruppo.

L’incontro si svolgerà venerdì alle 18.

Obiettivo: “Valutare insieme a tutte le forze politiche lo stato dei fatti e concordare eventuali possibili azioni”.

“La richiesta di Acea sono ovviamente provocatorie – ha detto Grando – è infatti tecnicamente impossibile che la gestione del servizio idrico integrato possa essere trasferita in così poco tempo e senza i necessari sopralluoghi”.

“Tuttavia, al di là delle tempistiche, la questione rimane molto complicata, soprattutto in considerazione del fatto che tutte le opposizioni fatte in questi anni a livello giudiziario dal nostro comune non sono andate a buon fine”.

“Se la legge non è dalla nostra parte – ha concluso Grando – nessuno ci potrà togliere il diritto di manifestare il nostro legittimo dissenso nei confronti di una imposizione che, lo sappiamo bene, porterebbe ad un aumento del costo dell’acqua e ad un peggioramento del servizio reso ai cittadini di Ladispoli”.

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