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In città arriva il circo con gli animali, insorgono animalisti e istituzioni

In città arriva il circo con gli animali, insorgono animalisti e istituzioni

Fiumicino. Il sindaco Montino si sfila: "Non sono stato io a dare l’autorizzazione"

FIUMICINO – «Dal prossimo 16 luglio arriverà in città un circo con gli animali, nonostante la nostra volontà». Lo dichiara il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino. «Tutti conoscono la sensibilità di questa amministrazione sul tema dei diritti degli animali e proprio l’idea di un circo che li usa per i propri spettacoli non ci andava a genio – continua il primo cittadino -. Purtroppo, però, non abbiamo potuto fare altro che prendere atto della sua presenza, per due ragioni». «La prima – spiega Montino – è che l’area in cui il circo metterà in scena i propri spettacoli non è stata concessa né è di proprietà del Comune, ma di altri enti. La seconda è che la legge non impedisce ai circhi di usare gli animali né dà ai comuni la possibilità di negare loro l’autorizzazione se rispettano le linee guida Cities». «Ho chiesto ai miei uffici di verificare e i controlli sono stati scrupolosissimi – conclude il sindaco -. Continueremo a vigilare e chiederemo ai carabinieri forestali di fare ulteriori controlli e verifiche». Sull’argomento interviene anche il partito animalista. «Apprendiamo dal sindaco di Fiumicino, Esterino Montino (leggi qui), che dal 16 luglio prossimo arriverà in città il circo, nonostante la volontà contraria dell’amministrazione comunale. Ricordiamo che sono migliaia gli animali, impiegati negli spettacoli circensi: animali che provano sofferenza, animali nati in cattività e presi dagli esseri umani mentre vivevano liberi in natura». Così, in una nota, il segretario nazionale del partito Rivoluzione Animalista, Gabriella Caramanica, che aggiunge: «Nei circhi, infatti, essi vengono continuamente soggiogati al volere dell’uomo e, al contempo, privati dei loro comportamenti e dei loro istinti naturali». «A differenza delle persone, gli animali non scelgono di esibirsi, non scelgono di essere messi in gabbia. Il paradosso è che la legislazione nazionale consente quello che può definirsi un vero e proprio sfruttamento degli animali, senza che gli enti locali possano proibire lo svolgimento dei circhi sul proprio territorio di competenza», prosegue Caramanica. «Quanto sta accadendo a Fiumicino, dunque, è l’esempio lampante di come, nel nostro Paese, sia necessaria una riforma normativa che disciplini le attività circensi e tuteli maggiormente gli animali», conclude il segretario.

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