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Sfiduciato il nuovo cda

Sfiduciato il nuovo cda

UNIVERSITA’  AGRARIA. I collinari rischiano di tornare alle urne

TOLFA – L’amministrazione dell’Università Agraria di Tolfa potrebbe avere le ore contate e c’è il serio rischio che i tolfetani siano di nuovo chiamati alle urne. Venerdì è stata presentata la mozione di sfiducia al Cda dell’Agraria da parte di 5 consiglieri sui 10 facenti parte dell’Assemblea dei Delegati, ossia Domenico Guidoni, Valentina Mariani, Flavio Morreale, Alessandro Piccinini e Robertino Prosperi. Con l’entrata in vigore della legge 168/2017 l’Agraria di Tolfa si trova in una situazione nuova rispetto al passato, soprattutto in relazione alla nuova forma di riconoscimento che la colloca come personalità giuridica di Diritto Privato pertanto «deve costituirsi come associazione di diritto privato in conformità della legge 168/17, adeguando il proprio statuto alle norme del Codice Civile sulle persone giuridiche private a natura associativa – scrivono i consiglieri nella mozione – poiché la legge non dice con quali modalità l’Ente dovrà redigere il proprio Statuto e approvarlo, occorre applicare la normativa del codice civile sulla costituzione delle associazioni di diritto privato. All’interno del neo eletto CDA è stata conferita delega specifica a Valerio Finori per lo Statuto, delega che contrasta nettamente con le norme del codice civile che attribuiscono le funzioni di redazione e approvazione dello statuto esclusivamente all’assemblea dei soci e di conseguenza, nel caso specifico, alla Delegazione dell’Assemblea degli Utenti. Ne consegue che questo momento è da considerare una fase transitoria di carattere costituente in attesa della redazione, deliberazione e approvazione del nuovo Statuto. È imprescindibile che gli organi di gestione transitoria siano rappresentativi di tutte le diverse componenti elette come rappresentanti dell’Assemblea degli Utenti con la tornata elettorale del 16 giugno, ma nell’attuale CDA eletto nella prima seduta di convocazione della neo eletta Delegazione, non è stato inserito neanche un rappresentante della frazione di S. Severa Nord. Tale mancanza è ancora più grave se rapportata alle dichiarazioni fatte in sede di elezione del CDA, dove tutti i delegati avevano espresso l’intenzione di rispettare nell’elezione dei 5 membri del CDA la volontà espressa dagli Utenti e nominare i primi 5 eletti». Secondo quanto riportato dai 5 firmatari della mozione «prima del voto i delegati Pesoni, Ciambella, Ricotta e Galimberti avevano espressamente detto che «Santa Severa deve stare nel CDA perché le terre di Santa Severa sono di Santa Severa» e che si intendeva ‘’rispettare la volontà popolare espressa nel voto del 16 giugno’’ e il delegato Valerio Finori si era detto ‘’disponibile ad entrare nel CDA solo in presenza di una gestione condivisa dell’Ente’’, ma a tali roboanti dichiarazioni ha fatto seguito un risultato che ha chirurgicamente escluso la frazione da un più che legittimo posto in CDA e ha inserito il delegato Egidio Vannicola eletto al decimo posto nelle preferenze espresse il 16 giugno. Almeno in tempi moderni mai la frazione di Santa Severa Nord era stata esclusa da un legittimo posto in CDA o Giunta che dir si voglia. Tale affermazione riveste importanza ancora maggiore nella situazione attuale in cui, a seguito della sentenza commissariale dell’agosto 2018, sono stati assegnati all’Agraria di Tolfa i terreni dell’ex Pio Istituto S. Spirito, circa 2.800 ettari, che ricadono interamente nella frazione di S. Severa Nord. Inoltre la frazione, come in tutte le consultazioni elettorali, ha mostrato un chiaro e legittimo interesse alla gestione dell’Agraria con una partecipazione al voto nettamente superiore al capoluogo, attestandosi ad una percentuale di circa il 75% contro il 53% circa del capoluogo, con un risultato netto e incontestabile a favore dei candidati espressione della frazione (oltre il 90% delle preferenze). Esprimiamo la nostra totale sfiducia al CDA eletto, non in relazione ai soggetti nominati, che riteniamo degni e legittimati a ricoprire la carica come tutti i componenti della Delegazione dell’Assemblea, ma in relazione al metodo utilizzato che non ha tenuto conto né della volontà espressa dagli elettori Utenti, né delle dichiarazioni effettuate dagli stessi amministratori in sede di elezione dei membri del CDA». Per riallacciare ‘’un rapporto di fiducia’’ tra tutti i membri della Delegazione dell’Assemblea degli Utenti i 5 consiglieri chiedono: «Le dimissioni del CDA insediato e elezione di un nuovo CDA che rispetti pienamente la volontà popolare espressa nel voto del 16 giugno, il conferimento al presidente della Delegazione dell’Assemblea degli Utenti di mandato pieno per la redazione del nuovo Statuto dell’Ente in coordinamento con tutti i membri delegati eletti e con l’eventuale partecipazione di cittadini Utenti costituiti in comitati. Qualora il Presidente della Delegazione lo ritenesse opportuno, potrà coinvolgere figure esterne esperte della materia a suo insindacabile giudizio; adozione dello Statuto; approvazione del conto consuntivo e immediata dimissione di tutti i delegati eletti con indizione di una nuova tornata elettorale con le modalità definitive previste nello Statuto adottato. Nei periodi di dimissionamento degli organi amministrativi, come previsto dalle norme vigenti, il Presidente del CDA rimane in carica per gli affari di ordinaria amministrazione e per gli atti urgenti e indifferibili. In caso di non accoglimento della proposta, la nostra sfiducia nei confronti dell’attuale CDA rimarrà in piedi per tutti gli atti che necessitano di approvazione dell’assemblea, in particolare per quegli atti che prevedono la non partecipazione al voto per i membri del Cda».

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