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TIM sperimenta il 5G nel Jova Beach Party

TIM sperimenta il 5G nel Jova Beach Party

La denuncia arriva dall’Alleanza Stop 5G dopo che  l'azienda di telecomunicazioni ha ufficializzato la copertura di rete del concerto. «Un esperimento condotto non in laboratorio ma a cielo aperto che non ha precedenti nella storia. Prendendo esempio dal Festival di Locarno, intervengano i Sindaci per tutelare salute e ambiente»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Allora è proprio vero. Ha ragione il sindaco illuminato. Basta Jovanotti e il suo evento per permettere a chiunque voglia un attimo di notorietà approfittarne ed imbastirci subito una polemica. Certo l’affermazione fa nascere un dubbio che abbiamo già esplicitato in diversi nostri interventi: “ma non è che qualcuno, egli stesso per esempio, ha pensato che sarebbe bastato Jovanotti che avrebbe permesso di scatenare una operazione di propaganda più che di comunicazione, ben orchestrata ma in fondo male eseguita, per poter portare a legittimazione strade che diventano lungomari, lavori e perimetrazioni camuffati come esigenza del popolo ma che altro non sono che grossi regali di inestimabile valore ad un potere “forte” economicamente indebolito che gli hanno fatto riacquistare vigore, tutto col pretesto di fare il bene del popolo che da quaranta anni era stato lasciato in condizioni di grosso disagio. Il disagio è derivato proprio dall’inezia di quel potere infatti, che non ha mai rispettato le leggi e gli obblighi che derivavano dalla sua condizione C’è stato bisogno per caso di Jovanotti per poter dire alla gente che aveva sete vi abbiamo dato l’acqua, alla gente che era al buio, vi abbiamo dato la luce, e ora avrete il lungomare e lo dimostra il fatto che abbiamo realizzato il Summer Circus, senza dire loro quanto gli è costato e gli costerà ma soprattutto senza chiedere loro se erano disposti a pagare quel prezzo? Oggi sappiamo che al prezzo indiretto dovuto alle operazioni dell’amministrazione, Campo di Mare ne pagherà anche uno diretto, che solo il comune poteva evitare e che non ha fatto nonostante i solleciti siano partiti da tempo. 
«La TIM ha infatti ufficializzato l’introduzione di test dell’Internet delle cose nel tour estivo di  Jovanotti. Il 5G sarà sperimentato su 15 spiagge italiane, da Viareggio a Barletta, da Vasto a Policoro, cominciando oggi a Marina di Cerveteri  con droni in aria, giochi e video in Virtual Reality». 
Tanto dice una nota dell’Alleanza Italiana Stop 5G arrivata ieri che chiede di «fermare l’esperimento sulle spiagge del Jova Beach Party ritenendo che gli spettatori verranno così trasformati in cavie da laboratorio e che sull’esempio del Festival di Locarno dove è stato prima annunciato e poi sospeso, intervengano i sindaci per tutelare salute e ambiente. La tecnologia 5G è infatti è inesplorata, non testata, della quale non si sa se, viste le sue caratteristiche, potrebbe arrecare danni alla salute degli esseri umani e all’ambiente». 
L’alleanza Italiana Stop 5G «ritiene grave e irresponsabile trasformare gli italiani delle Smart City e i fans di Jovanotti in veri e proprie cavie umane, per un esperimento condotto non in laboratorio ma a cielo aperto che non ha precedenti nella storia dell’umanità, usando una sommatoria di microonde centimetriche e millimetriche senza studi epidemiologi». L’alleanza No 5G, sottolinea come «la richiesta di moratoria al Governo sia per altro sostenuta dai medici di ISDE Italia, dagli scienziati dell’Istituto Ramazzini e dai sindaci dell’Associazione Nazionale dei Piccoli Comuni d’Italia nella rivendicazione del principio di prevenzione e precauzione sollevato anche dall’Ordine Nazionale dei Biologi e nel recente congresso sulla salute della Conferenza Episcopale Italiana, e ricorda come una mozione per la moratoria dovrà presto essere discussa in Parlamento così come circa 70 amministrazioni tra Regioni, Province autonome e Comuni si stanno interrogando sui rischi del 5G, mentre in 16 Comuni sono già state approvate delibere e mozioni Stop 5G, emanata dal Sindaco anche un’ordinanza urgente e contingibile per prevenire rischi e danni da elettrosmog.  L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondale della Sanità nelle “Raccomandazioni del gruppo consultivo sulle priorità per la Monografia IARC” per il periodo 2020-2024 ha di recente ufficializzato la rivalutazione della classificazione della cancerogenesi dell’elettrosmog, verosimilmente in Classe 2A (probabili cancerogeni) se non in Classe 1 (cancerogeni certi)». 
Appellandosi quindi ai sindaci come massime autorità territoriali a salvaguardia della tutela della salute pubblica di cittadini e villeggianti sui territori da loro amministrati, l’Alleanza Italiana Stop 5G «ricorda come proprio in Svizzera, nei giorni scorsi, il 5G sia stato prima previsto e poi soppresso nel noto evento cinematografico internazionale del Festival di Locarno, dopo che il gruppo Stop 5G ticinese aveva denunciato come ‘‘la potenza della tecnologia sta diventando una pre-potenza di fatto, ma non deve diventare di diritto. Tutto ciò che si può fare non è lecito fare. C’è un punto di non ritorno che non va superato. Ciò non significa impedire il progresso tecnologico, ma ravvisarne le insidie’’». 
Il sindaco Pascucci ha preso atto della richiesta? Ha proceduto a vietare la sperimentazione di una cosa non sperimentata che era in suo potere fosse fatta o ha soprasseduto magari perché c’è un accordo tra la Tim e l’organizzazione del «Cherubino» estremo difensore della salute e dell’ambiente? Prestiamo il fianco ad essere definiti “ambientalisti del martedì” se riteniamo che l’epilogo storico del “Panem et Circense”, la demagogica strategia rivisitata in versione etrusca dal nostro ”Alessio il Grande”, si conclude col rogo dei cervelli dei cittadini esposti all’elettrosmog emesso dal 5G, sempre per il loro bene e senza averne fatto richiesta? 

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