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L'agente accoltellato: ''Ferito soprattutto dal comportamento dei cittadini''

L'agente accoltellato: ''Ferito soprattutto dal comportamento dei cittadini''

CIVITAVECCHIA – «Ho tirato fuori la pistola per fargli gettare il coltello, ma le altre persone presenti erano salite sulla cappotta della volante e alcune tentavano di togliermi l’arma, altre ancora tentavano la colluttazione con i colleghi». 
Amarezza sul volto del poliziotto aggredito a fine giugno durante un intervento a Tor Bella Monaca.
 L’agente civitavecchiese racconta quei drammatici momenti, alla presenza del dirigente delle Volanti della Questura di Roma, Massimo Improta e  del collega che gli ha salvato la vita, portandolo via da quell’inferno. 
«L’uomo che scappava ha tentato di investirmi e subito dopo trenta persone hanno accerchiato l’auto di servizio – ricorda il poliziotto – poi si è girato e mi ha dato un colpo sul petto. Lì mi sono accorto che non era un pugno, ma una coltellata. Ha provato a darmi un secondo colpo, ma l’ho schivato». 
Provvidenziale l’intervento del collega del commissariato Prenestino, che alzando di peso il ferito, lo ha caricato in macchina mentre un numero elevato di persone tentava di bloccare la volante. 
«Prendere una coltellata fa parte del mio mestiere – spiega l’agente – ma quello che fa più male è stato il comportamento dei cittadini».

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