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Lungomare, dopo il Jova Party rimane ancora recintato

Lungomare, dopo il Jova Party rimane ancora recintato

Ramazzotti nutre dubbi sull’utilizzo del sito da parte della proprietà. Il consigliere ritiene che la richiesta della disponibilità all’Ostilia ha interrotto i termini dell’usucapione    

di TONI MORETTI

CERVETERI – Anche se il consiglio comunale di venerdì scorso è sembrato semplice e veloce, nonostante la mancanza del numero legale che è stato retto dall’opposizione, e si è esaurito all’apparenza con la concessione di encomi formali a personaggi e ad associazioni che ne sono stati degni per l’abnegazione che hanno dimostrato nel fare al meglio il loro dovere affinché quei quarantamila che hanno invaso la nostra costa fossero gestiti nelle loro esigenze di arrivo, di stazionamento e di deflusso nella maniera più sicura per loro, per la popolazione residente e per l’ambiente che li ha accolti, qualche sorpresa per quel sindaco, Alessio Pascucci, la cui genialità politica non può essere messa in discussione, la ha riservata anche se in questo momento, come abbiamo già avuto modo di riportare in più occasioni, tutto può sembrare inutile se non controproducente, visto che ogni forma di idealismo e di amore per la correttezza, il rispetto delle regole viene ridotto al rango di imbecillità da chi sembra navighi l’onda della legittimazione a farlo. 
Si è tanto abusato della frase: «Sto uscendo in questo momento dallo studio del notaio tal dei tali di Roma dove ho firmato l’atto della presa in carico dall’Ostilia del lungomare, cosa che da quarant’anni nessuno ha fatto» che è inutile dire adesso che sarebbe stato più consono se avesse il sindaco potuto dire: “Ho vinto la causa per l’acquisizione per usucapione del lungomare, quello vero, che da quarant’anni il comune ha occupato e usato a fini pubblici non limitandomi ad acquisire solo la strada, cosa inevitabile per poterci investire soldi pubblici, soldi vostri, visto che stando così sarebbe stata una strada privata’’. 
Lo ha fatto notare il consigliere Ramazzotti in consiglio, considerazione alla quale nessuno ha risposto o ha fatto cenno di rispondere. 
Lo si deve interpretare come silenzio assenso? Ci spiace per il sindaco ma bisogna dire che ci fa un enorme piacere essere definiti imbecilli e complottisti per il solo fatto che ci porta a rispettare chi ci legge offrendogli una corretta informazione non deviante, non manipolatoria in modo da permettere a tutti di farsi una opinione secondo la propria coscienza e secondo la propria sensibilità. 
Vogliamo tentare di vedere cosa è costato ai cittadini di Campo di Mare l’alenato “Lungomare”. Partiamo dalla premessa condivisa da Ramazzotti che si poteva fare una rivalsa di usucapione sul terreno in oggetto e che questa possibilità è stata interrotta dal fatto che richiesto lo stesso all’Ostilia per poter fare l’evento di Jovanotti si sono interrotti i termini per la richiesta legittimandone e riconoscendone la proprietà. Ma L’azione parte da lontano, quando ritardando l’adozione della variante al piano regolatore si fa riferimento ad una legge regionale per la riqualificazione adottando una perimetrazione nella quale non solo vengono inserite e rimesse in gioco per la sanatoria costruzioni che per legge dovevano essere rase al suolo ma venivano resi edificabili terreni sui quali viene data una cubatura capace di realizzare circa 1200 appartamenti, e questo lo diciamo a chi era contento perché questo sindaco non avrebbe permesso nuove costruzioni a Campo di Mare, rendendo però il “lottizzatore” responsabile delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria. 
Fino a questo punto sarebbe stato solo mezzo danno se non fosse successo che il furbo lottizzatore, leggasi Ostilia, avesse pagato l’IMU su quei terreni, come voleva la legge, cosa che si è guardata bene dal fare e se l’amministrazione non avesse deciso di investire il contributo e vinto con bando regionale, pari ad oltre 700mila euro grazie al geniale comodato d’uso prima e 400mila euro dalle casse comunali dopo grazie alla avvenuta cessione di quella strada, e ripetiamo di quella strada, non del lungomare dopo, cosa che altrimenti sarebbe stato impossibile fare perché non è possibile investire soldi pubblici su beni privati. E che il lungomare non è nostro, lo dimostra che quell’are utilizzata per il concerto, smontato il necessario è rimasta recintata. Per conto del proprietario vero che probabilmente realizzerà dei parcheggi a pagamento? Chissà.
Allora il dubbio tutto italiano di Andreottiana memoria nasce spontaneo: Ma in un paese come il nostro, dove ci si sente obbligati a depositare il panettone alla befana del vigile per gratitudine nei confronti di chi in qualche occasione si è girato dall’altra parte e non ci ha messo la multa, ma con le entità di tali regali che possono cambiare i bilanci di una società da passivi in attivi, il panettone se ci sarà, quanto grande dovrà essere?   

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