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''Un calvario ottenere il supporto per un malato di Alzheimer''

''Un calvario ottenere il supporto per un malato di Alzheimer''

IL CASO. Sharon Laurenzi racconta la sua odissea e chiede aiuto all’amministrazione

SANTA MARINELLA – Il calvario di una famiglia per avere il giusto supporto dall’amministrazione comunale verso un suo componente malato di Alzheimer. 
A parlare delle enormi difficoltà che stanno attraversando questi cittadini residenti a Santa Marinella, è la signora Sharon Laurenzi, che da otto anni sta lottando contro la terribile malattia che ha colpito il padre di 68 anni. “Non sto qui a divulgarmi con i dettagli della sofferenza causata da questa malattia – dice la Laurenzi – ma vorrei chiedere aiuto per rendere pubblico ciò che stiamo passando da un anno, grazie ai Servizi sociali di Santa Marinella. 
E’ dall’agosto del 2018 che combatto per accedere alla compartecipazione della retta della Rsa. Abbiamo ricoverato mio padre lo scorso anno e dopo diversi incontri con l’ufficio in questione, siamo riuscite a capire come fare per presentare la domanda e, volendo essere il più oneste possibili, abbiamo dichiarato che, da un precedente matrimonio, mio padre aveva avuto due figli con i quali però non ci sono mai stati rapporti da oltre 30 anni. Io non li conosco, di uno dei due ignoravo persino il nome. Da quel giorno però è iniziata l’agonia. Usufruendo del decreto regionale, abbiamo fatto domanda che è stata accolta dalla Regione, ma non dal Comune perchè incompleta delle attestazioni Isee di questi due figli”. “Ho passato mesi nei quali dovevo personalmente andare nel loro ufficio per prendere le risposte cartacee – continua la ragazza – . Ho iniziato a cercare aiuto delle altre figure del Comune, prima tra tutte la dottoressa Cogliano, Segreteraio generale del Comune. La funzionaria è riuscita a far approvare una delibera interna, al fine di poter regolamentare tutte le situazioni simili alla mia. Seguendo così, il nuovo iter, presento la nuova documentazione, ma ancora una volta mi viene rifiutata”. “Ma ad oggi – conclude la Laurenzi – mi ritrovo un nuovo rifiuto, sempre della responsabile del servizio”.

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