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Area di crisi complessa, per Attig si può e si deve andare avanti

Area di crisi complessa, per Attig si può e si deve andare avanti

CIVITAVECCHIA – Per il capogruppo della lista Grasso-La Svolta Fabiana Attig arrivare alla dichiarazione di area di crisi complessa per Civitavecchia si può e si deve fare, nonostante quanto affermato dal consigliere regionale Marietta Tidei. 

Attig entra nel merito l’art 27 del dl 83/2012 che la consigliera cita,  “..al fine di sostenere la competitività del sistema produttivo nazionale, l’attrazione di nuovi investimenti nonché’ la salvaguardia dei livelli occupazionali nei casi di situazioni di crisi industriali complesse con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, il Ministero dello sviluppo economico adotta Progetti di riconversione e riqualificazione industriale. Sono situazioni di crisi industriale complessa, quelle che, a seguito di istanza di riconoscimento della regione interessata, riguardano specifici territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale derivante da: una crisi di una o più imprese di grande o media dimensione con effetti sull’indotto; una grave crisi di uno specifico settore industriale con elevata specializzazione nel territorio”. “La Tidei, anziché citarlo l’art. 27  lo avrebbe dovuto leggere – ha spiegato Attig – si sarebbe accorta che l’istanza di riconoscimento, di individuazione è di competenza della Regione, senza la quale non è possibile procedere alla sottoscrizione dell’accordo di programma propedeutico ai reperimento dei finanziamenti. È del tutto evidente che gli interessi di partito o di bottega vanno difesi per la Consigliera Tidei e quindi, la crisi che attanaglia Comuni, leggasi collegi elettorali, dell’area metropolita di Roma 9 su 121 che non superano neppure il 50% della densità democratica di Civitavecchia, come Gorga 712 abitanti, Vallepietra 259 abitanti, Artena 14,000 abitanti, Monte Lanico 2120 abitanti, Gavignano, 1904 abitanti, Carpineto Romano 4396 abitanti, solo per citare alcuni, hanno avuto la giusta attenzione per essere valutati come siti di crisi di aree complesse, ricompresi nell’accordo di programma firmato non meno di 8 mesi fa. Quando, giova ricordare alla Tidei, imperversava a Civitavecchia la crisi industriale di Tirreno Power, della Privilege e di Enel, per non parlare delle tante aziende portuali. Rispetto poi al mancato rispetto “del sistema locale lavoro di Civitavecchia”, di cui parla la Consigliera Regionale, sarebbe interessante capire e sapere, in quale normativa o protocollo è sancito questo sistema locale lavoro di Civitavecchia. La legge in questione formula i seguenti requisiti: una crisi di una o più imprese di grande o media dimensione con effetti sull’indotto ed una grave crisi di uno specifico settore industriale con elevata specializzazione nel territorio.Caratteristiche che ben si rispecchiano nel nostro territorio (Enel /Porto) se poi si alza lo sguardo e si include nella area di crisi la dismissione di Montalto di Castro che, da sola, vale ben più di quattro aree di crisi indicate dalla Tidei. Nel frattempo – ha aggiunto Attig – ricordo all’esponente del PD, che nell’anno 2018 il tasso di disoccupazione giovanile a Civitavecchia  è salito a livelli vertiginosi il 48,5% rispetto al 35% della media nazionale. Una percentuale questa, destinata drammaticamente ad aumentare, grazie alla superficialità di chi Governa processi come quella del phase-out”.

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