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La Cpc alla Regione: si lavori per la Zes

La Cpc alla Regione: si lavori per la Zes

La proposta avanzata ieri all’assessore Manzella al quale è stata illustrata l’attuale situazione di crisi. Luciani: "Zls insufficiente a garantire i benefici economici di cui necessita il territorio" 

CIVITAVECCHIA – I problemi occupazionali ed economici del territorio sono evidenti. La crisi del settore energetico ed il calo generalizzato dei traffici delle merci, rappresentato soprattutto dalla fase di stallo perdurante nel settore dei container e dalla diminuzione costante delle movimentazioni legate alle merci rinfuse solide sono alla base della richiesta avanzata dalla Compagnia portuale alla Regione Lazio per avviare l’iter normativo ed amministrativo necessario all’istituzione della Zona economica speciale. Secondo la Cpc, infatti, considerata proprio la congiuntura negativa attuale, risulta superata l’eventuale istituzione di una Zona logistica speciale – sulla quale sta già lavorando la Regione – giudicata giudicata «insufficiente a garantire – ha spiegato il presidente Enrico Luciani – i benefici economici che il territorio necessita in maniera urgente ed improrogabile». E di questo si è parlato ieri in un incontro proprio tra una delegazione della Cpc, rappresentata dal presidente Luciani, il suo vice Patrizio Scilipoti e Gaudenzio Parenti, e l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Gian Paolo Manzella il quale ha richiesto una serie di documenti a supporto di questa ipotesi. Secondo i vertici della Cpc il territorio, oggi, può essere riconsiderato in quelli che sono i presupposti per l’istituzione delle Zes, ossia ‘‘una grave forma di sottoccupazione’’ e la ‘‘fase di transizione industriale’’ dovuta alla riconversione di Tvn. Nel corso dell’incontro, inoltre, è stata sottolineata l’urgenza di completare le infrastrutture come la trasversale, almeno nella parte che va a superare il nodo di Monteromano, ed il collegamento ferroviario per Orte . 

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