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«Spiagge ''invase'' dalla Posidonia, argine contro l'erosione»

«Spiagge ''invase'' dalla Posidonia, argine contro l'erosione»

In tanti si sono lamentati per la presenza delle "alghe" sulle spiagge dopo l'ondata di maltempo, chiedendo una pulizia da parte del comune. Ma il delegato alle aree protette Moretti rassicura e precisa: «Tassello che fa parte del grande mosaico dei cicli biologici naturali che dobbiamo impegnarci a preservare in tutti i modi»

LADISPOLI – Passata l’ondata di maltempo del fine settimana scorso, i bagnanti sono pronti a tornare in spiaggia.

Ma qui, arriva la sorpresa.

“Spiagge ‘invase’ dalla Posidonia, un argine contro l’erosione”

Battigia interamente ricoperta di alghe e quasi del tutto impraticabile.

Immediata la richiesta da parte dei cittadini all’amministrazione di fare qualcosa, di ripulire la zona così da poter tornare sereni in spiaggia.

Per molti, infatti, con la presenza delle alghe, le spiagge sono sporche.

Ma a cercare di spezzare una lancia a favore del ciclo della vita, in questo caso il ciclo della natura è il delegato alle aree protette del comune di Ladispoli, Filippo Moretti.

Quella che in molti hanno avvistato non è altro che la Posidonia oceanica. E proprio a Ladispoli una delle tre aree protette è proprio il posidonieto in mezzo al mare che si trova alle secche di Torre Flavia.

“Ciò che spesso si vede spiaggiato è in massima parte il residuo finale del ciclo vitale della Posidonia oceanica, una pianta superiore che vive in mare (non un’alga), che svolge diverse funzioni importanti per l’ambiente”.

“Innanzitutto – spiega Moretti – con la sua presenza testimonia il buono stato di salute del mare”.

“In acqua offre riparo e un sito produttivo a molti pesci, crostacei e molluschi ed è, in assoluto, tra gli organismi fotosintetici marini, quello che produce la maggior quantità di ossigeno che troviamo disciolto in acqua e che, successivamente, si libera nell’atmosfera”.

“Nel suo ciclo vitale e di rinnovamento – prosegue ancora Moretti – la Posidonia rilascia diversi prodotti che ritroviamo in superficie in mare e sulla riva in spiaggia”.

“La decomposizione di questi prodotti genera spesso lunghi cordoni di sostanze organiche che galleggiano in acqua, sui quali può capitare che si fermino rifiuti di altro genere, come ad esempio le plastiche, dando la spiacevole sensazione di un inquinamento di carattere antropico”.

“Sulla spiaggia ritroviamo invece la parte fogliare e quella radicale della pianta che il moto ondoso accumula sulla linea di riva creando quei “cuscini di alghe” che alcuni identificano come sporcizia da rimuovere”.

E invece no.

“Nulla di più sbagliato – sottolinea infatti il delegato alle aree protette – perché a causa del moto ondoso, quel residuo spiaggiato impastandosi con la sabbia diventa un forte argine contro l’erosione della costa”.

“E’ pur vero che qualsiasi sostanza in decomposizione genera odori sgradevoli, ma è altrettanto vero che questo fenomeno è un tassello che fa parte del grande mosaico dei cicli biologici naturali che dobbiamo impegnarci a preservare in tutti i modi”.

“Forse ora, un po’ più consapevoli, potremo essere un po’ più tolleranti. Buona estate a tutti…. Con le “alghe” in spiaggia ovviamente!”.

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