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Cade l'intonaco nel sottopasso

Cade l'intonaco nel sottopasso

Paura mercoledì sera per una famiglia in transito alla stazione ferroviaria ladispolana. Sfiorata la tragedia nella struttura da poco ristrutturata da Rfi, ma c'è chi non esclude il “sabotaggio”

LADISPOLI – Attimi di paura mercoledì sera per una famiglia in transito all’interno del sottopasso ferroviario di Ladispoli. A pochi metri di distanza l’intonaco si è letteralmente staccato dal soffitto cadendo giù. Sotto choc la famiglia (con loro anche un bimbo in fasce) che in quel momento stava passando di lì e che solo per un caso fortuito non si è vista crollare il soffitto addosso. Ed è subito polemica. Il sottopasso è stato oggetto di riqualificazione da parte di RFI all’interno dei lavori di ristrutturazione dell’intera stazione ferroviaria. Intervento, quello richiesto, che si era reso necessario viste le condizioni di decadenza in cui versava la struttura. Pezzi di intonaco caduti un po’ ovunque lungo il corridoio, con pesanti infiltrazioni d’acqua che costringevano i pendolari a tenere l’ombrello aperto anche dentro al sottopasso per evitare di bagnarsi a causa della pioggia battente. E sempre lì, qualche mese prima dell’inizio dei lavori da parte di Rfi, si era rischiata l’ennesima tragedia. Anche in quel caso un pezzo del soffitto era crollato a terra. Per fortuna in quel momento nel sottopasso non c’era nessuno. E mercoledì sera il ripetersi della situazione. Ma questa volta a lavori ultimati, almeno per quanto riguarda il corridoio, già riaperto, anche se a tratti, durante le Frecce Tricolori. Sul come sia stata possibile una cosa simile sono in molti a chiederselo, tenendo anche in considerazione che queste settimane (a parte l’ondata di maltempo che ha colpito il litorale nel fine settimana scorso) sono state caratterizzate da giornate soleggiate. Da una parte c’è chi pensa a un “sabotaggio” da parte di ignoti, i soliti vandali, che già a lavori ultimati, hanno pensato di imbrattare con scritte i muri del sottopasso ferroviario. Qualcuno in sostanza, avrebbe potuto causare la caduta, volutamente, dell’intonaco, che però risultava già essersi rigonfiato proprio nel punto del cedimento. Rigonfiamento che dunque lascerebbe aperta anche la seconda opzione avanzata da altri: i lavori non sono stati eseguiti a regola d’arte. Del resto proprio sulla qualità dei lavori effettuati in stazione, durante l’inaugurazione dello scalo di Marina di Cerveteri, a sollevare qualche interrogativo era stato proprio il comitato pendolari della Fl5 Roma – Civitavecchia. Interrogativo nato dopo il completamento dei lavori nelle stazioni di Tarquinia e Montalto di Castro. Anche in questo caso, la qualità delle opere realizzate aveva lasciato a desiderare.

So.Be.
 

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