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Pirgo, spiaggia fantasma in pieno centro

Pirgo, spiaggia fantasma in pieno centro

Addio bar, lettini e ombrelloni: torna il degrado dopo il passo indietro fatto dalla società che aveva vinto il bando promettendo una stagione di divertimento. Restano solo i bagnini, mancano anche i servizi essenziali. Un duro colpo per i bagnanti

CIVITAVECCHIA – Un’altra estate senza il Pirgo. Lo avevamo detto nelle scorse settimane, suscitando critiche sia da parte del mondo politico che da quello imprenditoriale: il 2019 per i civitavecchiesi sarebbe stato l’ennesimo anno senza una spiaggia libera attrezzata al centro della città, che da sempre rappresenta un fiore all’occhiello. Il Pirgo è letteralmente morto. Le avvisaglie, a dire il vero, si sono avute praticamente subito, fi da quando la società che ha vinto il bando è rimasta nel silenzio, tardando nell’ottemperare a degli obblighi importanti, ovvero quelli di collocare al Pirgo i bagnini, di realizzare un percorso di accesso alla spiaggia per i diversamente abili e di ripristinare i bagni pubblici. Avevamo un vincitore della gara e paradossalmente un Pirgo nudo, sprovvisto di ogni attrezzatura balneare.

La Provincia ha denunciato l’anomalia, incassando le rassicurazioni della società che si è aggiudicata il bando. «Siamo pronti ad aprire il Pirgo entro la metà di luglio», affermò lo scorso 28 giugno il presidente della Rete dei Borghi Marinari di Roma, Massimo Castellano. Poi la solita corsa contro il tempo, la sistemazione dei bagni pubblici alla meno peggio e il posizionamento delle strutture. Poi qualcosa non è andata per il verso giusto. Che fine hanno fatto i lettini, gli ombrelloni, il bar e tutto quello che caratterizza una spiaggia libera attrezzata? Niente di niente. Il Pirgo, per l’ennesima volta, è ko, impossibilitato ad accogliere i bagnanti. Addio allora pulizia dell’arenile e mantenimento del decoro, la spiaggia del centro cittadino è di nuovo terra di nessuno. Per il momento restano i bagnini, visto che la società che ha vinto l’appalto è obbligata per legge a garantire il servizio prescindendo dalla presenza di strutture ricreative. Un po’ poco per una Civitavecchia abituata a tanti proclami e a pochi fatti.

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