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Estorsione con metodo mafioso: 4 arresti

Estorsione con metodo mafioso: 4 arresti

Sequestrato e minacciato un imprenditore romano per indurlo a cedere una tabaccheria. In custodia rampolli eccellenti di note famiglie cerveterane  

di TONI MORETTI

CERVETERI – In queste notti di afa africana, più di qualcuno approfitta della frescura che si avverte verso le tre del mattino o giù di lì, specialmente tra quelli che abitano nei pressi del centro storico, e farsi una passeggiata in piazza, e magari prendere un caffè e anticipare la colazione con un fragrante cornetto caldo al Jolly Bar, unico punto di ristoro che a Cerveteri centro rimane aperto di notte. Più o meno si incontrano sempre le stesse persone e se avviene un movimento diverso dalla monotonia usuale ci si accorge e si cerca di capire cosa sta succedendo. Vedere come ieri notte un gruppetto di persone che parlavano con accenti dialettali differenti, e scorgere in qualcuno delle manette, vederne un gruppo di tre stazionare di fronte alla farmacia della piazza ed un altro gruppo partire dopo un veloce caffè, ha fatto subito pensare che ieri notte a Cerveteri, qualcuno sarebbe stato bruscamente svegliato all’alba e che sarebbe stato un risveglio poco piacevole.
Infatti, su una indagine partita dalla denuncia di un imprenditore romano della quale si è interessata la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma  hanno permesso di ricostruire un  grave episodio di violenza subito dal denunciante che ha portato il GIP del tribunale capitolino a presumere l’utilizzo del così detto metodo mafioso e ad emettere quindi una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti quattro persone. Tutte di Cerveteri. All’alba di ieri, i militari della Guardia di Finanza hanno operato gli arresti nei confronti  dei fratelli N. (classe 1989) e Danilo (classe 1987) C., di D.P. (classe 1987) e di R.L. (classe 1988). La presunta vittima, denunciante, sembrerebbe avesse  preso in gestione, da uno degli arrestati, un bar ubicato presso il quartiere “Borgo” a Roma, che sarebbe, dopo essere stato estromesso dall’attività, sia stato invitato presso la stessa, portato nei locali adibiti a magazzino, privato del telefono e minacciato affinché firmasse documenti per il riconoscimento di un debito non dovuto, nonché un contratto preliminare di vendita relativo a una tabaccheria, ubicata nella stessa zona, amministrata insieme ai propri familiari. Sembrerebbe inoltre che nel corso delle investigazioni sia stato  documentato un ulteriore episodio estorsivo mirato ad  ottenere la firma di alcune cambiali relative al pagamento di un fornitore del bar, avvenuto in un locale pubblico e interrotto dall’intervento di altre persone presenti. 
In entrambi gli episodi, per intimidire la vittima, gli indagati avrebbero evidenziato la propria “esperienza” nell’esecuzione di azioni violente, anche mediante l’uso di armi nella loro disponibilità, nonché contatti con figure di spicco della criminalità romana. E’ inutile commentare lo sgomento della città di Cerveteri nell’apprendere una notizia di tale portata soprattutto quando, tra gli indagati si identificano rampolli di famiglie che per la loro moralità e la loro posizione sociale, mai si sarebbe pensato avessero potuto incappare in situazioni simili.

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