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''Csp, gestione disastrosa''

''Csp, gestione disastrosa''

L’Ugl preoccupata per le sorti della società alla luce dei dati relativi al primo semestre. Il sindacato teme il fallimento e si appella al Pincio per una immediata e necessaria inversione di tendenza. Dito puntato contro la dirigenza 

CIVITAVECCHIA – La segreteria confederale dell’Ugl è preoccupata per le sorti di Csp. E questo alla luce dei dati relativi al primo  semestre della società. «Il Cda ha tentato di nascondere la polvere sotto il tappeto, parlando di una perdita di circa 200.000 euro al 30 giugno 2019 – hanno spiegato  – in realtà i nostri consulenti  hanno analizzato il bilancio. Possiamo purtroppo affermare che la perdita, a metà anno, era invece superiore a 1,2 milioni di euro. Il risultato negativo si proietta in oltre 2,7 milioni al 31 dicembre 2019. La strada insomma è quella della sezione fallimentare del Tribunale, come è stato per la Hcs, Argo, Città Pulita, Civitavecchia Infrastrutture durante la precedente amministrazione. Un percorso questo che deve assolutamente essere scongiurato con una necessaria quanto urgentissima inversione di tendenza».

Ecco perché i rappresentanti sindacali dell’azienda intendono chiedere immediatamente un incontro con al sindaco Ernesto Tedesco e al vice sindaco Massimiliano Grasso per porre in essere da subito «gli interventi necessari a risanare una gestione che appare sempre più disastrosa». Parlano infatti di una “pericolosissima involuzione nella gestione di Csp”, puntando il dito contro una dirigenza “oggettivamente inadeguata”. 

«La società non ha un minimo di organizzazione – hanno aggiunto – non esiste una direzione aziendale, non esistono dirigenti che gestiscano l’azienda. C’è solo un presidente che, ogni giorno, si relaziona con 400 dipendenti sui temi più disparati e disomogenei: non è difficile intuire che ne nasca il caos più assoluto da ogni punto di vista. La gestione caotica e confusionale si proietta inevitabilmente sugli aspetti economici e finanziari. Contratti, sottoscritti tutti in perdita pesantissima per la società, senza che si facesse prima una analisi dei costi-ricavi; tariffe vecchie anche di 15 anni; riduzione di tutti i ricavi ed aumenti dei costi di produzioni per inutili sovrapposizioni, sprechi e sperperi, che inevitabilmente si ripercuoteranno sui lavoratori e sui cittadini».Da qui il richiamo alla politica, affinché indichi con chiarezza l’inversione di tendenza. «Stiamo riscontrando che gli attuali amministratori, contro ogni norma di buongusto – hanno aggiunto dal sindacato – non soltanto non si rapportano con la nuova amministrazione su decisioni importanti, come per esempio quella del bando di assunzione, ma addirittura pur di rimanere avvinghiati alla poltrona mentono e omettono dettagli importanti come quello del bilancio aziendale. Chiediamo con forza un’attenta verifica da parte dell’amministrazione comunale dell’intero assetto economico – organizzativo della società, soprattutto se vi siano le condizioni di revoca del Cda, avendo   mancato tutti gli obiettivi – hanno concluso dall’Ugl – aggravando pesantemente la stabilità aziendale, presentando addirittura un bilancio diverso dalla realtà dei fatti. La Csp va portata fuori dal pantano in cui è stata condotta».

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