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Csp: perdono tutti i servizi

Csp: perdono tutti i servizi

La semestrale di giugno evidenzia un quadro preoccupante. Il vicesindaco Massimiliano Grasso traccia il quadro della situazione e illustra le possibili vie d'uscita per evitare perdite che società e Comune non possono permettersi 

CIVITAVECCHIA – Costi fuori controllo e perdite su tutti i fronti. È il quadro di Civitavecchia Servizi Pubblici che emerge dalla semestrale presentata dalla dirigenza della società al socio unico, dalla quale si evidenzia una perdita di circa 170mila euro, anche se andranno verificati anche i corretti appostamenti, ad esempio, di sopravvenienze attive e passive per capire se la situazione sia ancora più grave. E lo stesso Cda della società, come ha ricordato il vicesindaco Massimiliano Grasso, ha prospettato come, in assenza di correttivi, si potrebbe arrivare ad oltre un milione di perdite solo per l’igiene urbana. «Una situazione da evitare – ha spiegato Grasso – a tutela di Csp e dei conti del Comune che, nella sua veste di socio unico, è impossibilitato a ripianare questa perdita e potrebbe essere costretto a mettere sul mercato alcuni servizi o a riportare i libri in Tribunale: in questo modo si concretizzerebbe lo spettro dell’Hcs più volte evocato». Come emerso anche dal controllo analogo del Pincio, a quanto pare le perdite sarebbero dovute in modo particolare alla partenza della “fase 2” del porta a porta, esteso il 20 maggio scorso a tutto il territorio cittadino. Un intervento che ha portato un incremento dei costi per lo svolgimento del servizio «ben oltre il budget – ha sottolineato il vicesindaco – che lo stesso Cda aveva prospettato inizialmente all’ex sindaco Cozzolino. De Leva stesso sostiene di aver avvisato più volte all’allora amministrazione comunale la necessità di avviare le modifiche». I fatti invece evidenziano un incremento del numero di lavoratori da due a tre unità a squadra per poter completare il servizio di raccolta. A questo si aggiunge un massiccio ricorso, specialmente all’inizio, allo straordinario, la necessità di noleggiare i minicompattatori, in attesa dell’arrivo dei nuovi, il ricorso agli interinali e l’impiego di lavoratori presi da altri settori, scoprendo servizi come quello del verde. Si è già svolto un incontro sui correttivi da mettere in campo, valutando l’ipotesi di eliminare la raccolta domenicale, rivisitare l’orario di lavoro e valutare una migliore raccolta alle case sparse, con l’obiettivo di una riduzione importante dei costi, «cercando di ridurre al minimo le perdite – ha aggiunto Grasso – anche avvalendosi dei risparmi derivanti soprattutto dal ridotto conferimento in discarica. Da più di tre mesi, però, i manager di Csp stannofacendo svolgere il servizio con costi notevolmente superiori rispetto a quelli approvati dal socio e dal consiglio comunale. Costi che vanno diminuiti entro le prossime settimane, visto che la fine dell’esercizio 2019 si avvicina. Al tempo stesso bisogna decidere che strada imboccare riguardo le modalità di raccolta differenziata a partire dal prossimo anno, anche concordando con Città Metropolitana eventuali modifiche del progetto, e cercando di creare le condizioni affinché i cittadini possano in futuro beneficiare della tariffa puntuale in base alla quale vengono premiati i comportamenti più virtuosi». È chiaro, come ha ribadito il vicesindaco alla luce dei dati della semestrale, che i problemi di Csp non finiscono con la raccolta dei rifiuti per la quale ha ribadito la necessità di pensare a chiudere il ciclo sul territorio, senza ricorrere ovviamente ad inceneritori, ma con impianti di trattamento non inquinanti. Anche gli altri servizi, infatti, fanno registrare delle perdite preoccupanti. «Le farmacie comunali, una volta gioiello di “famiglia” – ha spiegato Grasso – oggi fanno registrare perdite eccessive pur rispetto alla maggiore concorrenza e ai cambiamenti del mercato. Manca un coordinatore del servizio e in alcune farmacie il costo del personale incide più della media. Stessa cosa per i parcheggi e anche per il trasporto pubblico locale, nonostante il mezzo milione di ricavi extra annuali dovuti alla navetta per i crocieristi. E poi i servizi cimiteriali. Anche su questo fronte si deve iniziare a ragionare perché le due strutture richiedono interventi importanti, di manutenzione e per la realizzazione di nuovi loculi». E Grasso ricorda che Csp rappresenta oggi una delle primissime multiutilities di Roma e provincia che con i suoi oltre 400 dipendenti assorbe circa 16 milioni di euro annui dal Comune, tra Tari e contratti di servizio. «Occorre intervenire anche dal punto di vista organizzativo – ha concluso – con un nuovo Cda e con dirigenti responsabili dei diversi servizi, competenti in materia. Ben gestita Csp potrebbe diventare una risorsa e non una zavorra».  

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