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Crisi del porto, parola al partenariato

Crisi del porto, parola al partenariato

Oggi si riunisce l’organismo per discutere dell’istituzione di un tavolo apposito su richiesta della Filt Cgil. Banchine in concessione, Borgioni: "Quale è la strategia?". I dubbi di Serpente  

CIVITAVECCHIA – Inizierà ufficialmente oggi la discussione a Molo Vespucci sulle vertenze legate allo scalo. Per le 16 è infatti convocato il tavolo di partenariato che vede ai primi punti all’ordine del giorno l’istituzione del tavolo di crisi, così come proposto qualche settimana fa dal segretario della Filt Cgil Alessandro Borgioni: proposta accolta e condivisa dalla maggior parte dei partecipanti. La necessità di aprire un confronto stretto e concreto è arrivata all’indomani della pubblicazione dei dati relativi ai traffici del primo semestre 2019; dati che evidenziano una serie di criticità da affrontare. Certo, la convocazione alle 16 e i diversi punti all’ordine del giorno – tra cui l’individuazione di possibili misure di incentivazione dell’esportazione, anche finalizzata all’attivazione di nuove linee commerciali internazionali, di prodotti/merci del territorio, l’anticipazione dei contenuti del Pot, un progetto sperimentale di un sistema di certificazione dei servizi prestazionali, proposte operative per migliorare la qualità dei servizi legati all’autotrasporto – difficilmente permetteranno di sviluppare un’analisi completa della situazione, ma sarà comunque un importante punto di partenza, anche alla luce delle recenti notizie riguardanti il possibile bando per la concessione della Darsena traghetti. «Si discute già da tempo di questa ipotesi – h confermato il segretario della Filt Borgioni – certo, da un punto di vista strettamente sindacale, bisogna capire quali potrebbero essere le ripercussioni sui servizi di interesse generale del porto, come sottolineato anche dal vicesindaco Massimiliano Grasso. Lui fa l’esempio di Pas, io mi preoccuperei anche di Port Mobility. Nel presunto bando, ci sarà l’obbligo per il concessionario di rivolgersi alle società di interesse generale?». Certo, secondo Borgioni questi aspetti confermano quanto già sottolineato in precedenza. «Quale strategia per questo porto? – si è chiesto – dove si vuole andare? Oggi si parla della darsena traghetti, domani si prenderà in esame il futuro delle Grandi masse. Ma si è pensato a capire che tipo di funzione può avere questo scalo, rapportato a livello nazionale, in risposta alle richieste del mercato? Civitavecchia come si inserisce, ad oggi quindi, nella portualità nazionale? È anche questo il senso del tavolo di crisi, quello cioè di rispondere a queste domande per affrontare le emergenze, capire quale possa essere la strategia migliore e lavorare su proposte concrete». Sulla questione della possibile concessione della darsena traghetti è intervenuto anche Sergio Serpente, esperto di logistica. «Non vanno ripetuti gli errori del passato – ha spiegato – bisogna garantire la pluralità di clienti. Per essere competitivo un porto non può essere dato in mano a pochi armatori. Fino a qualche anno, parlando di traghetti, fa il porto veniva scalato da diverse compagnie: oggi sono rimaste Grimaldi, Gnv e Cin Tirrenia. Se una di queste avesse in concessione tutte le banchine ro-ro, cosa farebbero le altre?». Tutti aspetti che andranno chiariti. 

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