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Trentamila euro per l’impianto di videosorveglianza, è polemica

Trentamila euro per l’impianto di videosorveglianza, è polemica

Il comitato no Piazza Almirante e Parco degli Angeli avevano puntato il dito contro i costi, la replica del Comune 

LADISPOLI – Trentamila euro per la videosorveglianza in alcune zone della città e scoppia la polemica. A sollevare la questione nei giorni scorsi alcuni rappresentanti del Parco degli Angeli Onlus e dal Comitato no Piazza Almirante, secondo cui quei soldi potevano essere invece utilizzati per il sociale. E così, dopo i soldi spesi per il concerto di Dolcenera a chiusura dell’estate ladispolana, anche la videosorveglianza finisce nel mirino. «Trentamila euro per la vigilanza sulla targa di Piazza Almirante», questa la frase che da qualche giorno rimbalza sui social. Ma a replicare alle accuse è l’assessore alla Sicurezza Amelia Mollica Graziano che non entrando nel merito dei fondi relativi al sociale, di cui «già nei mesi scorsi il sindaco Alessandro Grando – spiega – ha chiaramente esposto la situazione, con numeri alla mano», sottolinea come quei 30mila euro non siano serviti solo per le telecamere della piazza, ma anche per la risistemazione di altre telecamere di videosorveglianza presenti in città. «Invito chi oggi spulcia le cifre ad andare a vedere anche nel dettaglio a cosa sono serviti quei soldi – ha detto –. Certamente non solo per le telecamere ma anche per tutto quel sistema che permette loro di funzionare, ad esempio i ponti radio. Telecamere a servizio di piazza Almirante – ha aggiunto – ma anche della Chiesa Sacro Cuore di Gesù, del parcheggio pubblico e delle vie limitrofe, per rendere più sicuro e sorvegliato un luogo religioso che purtroppo anche in un passato recente (ma evidentemente qualcuno lo ha dimenticato) ha subito furti e ignobili atti vandalici. Leggendo attentamente le carte – continua ancora Mollica Graziano – si vede chiaramente come quei soldi siano serviti anche ad andare ad effettuare interventi di manutenzione sugli impianti di videosorveglianza di altre zone di Ladispoli, nello specifico Piazza Rossellini, via Cantoni e via Trieste. Chi oggi si scandalizza per i costi sostenuti da questa amministrazione per rendere più sicura la città, guardi invece a quanto fatto in passato. Quando cioè gli stessi che oggi parlano amministravano. Queste persone dovrebbero sapere che è proprio l’articolo 208 del Codice della Strada, così come modificato dall’articolo 142 dello stesso Codice della Strada attualmente vigente, che impone alle amministrazioni comunali di impiegare gli introiti derivanti da questo capitolo in opere di questo genere (le telecamere di videosorveglianza). In sostanza, i soldi entrati nelle casse comunali tramite le multe elevate dalla Polizia locale possono essere utilizzati solo per opere di questo genere e non impiegati in altri capitoli del bilancio. Il tutto tenendo fede peraltro al nostro programma elettorale». E l’assessore coglie l’occasione per bacchettare quanti hanno criticato l’azione di palazzo Falcone: «A questi signori che infatti colgono ogni occasione per strumentalizzare tramite social l’intitolazione della piazza in questione ad Almirante, voglio ricordare che proprio come annunciato in campagna elettorale, la nostra amministrazione ha proceduto anche all’implementazione del sistema di videosorveglianza nel territorio, come ad esempio accaduto ai Monteroni. Chiudo con un suggerimento: anziché scrivere sui social solo per guadagnare qualche consenso, si usino i corretti canali amministrativi. In questo modo si possono evitare le brutte figure».
 

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