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Banchine in concessione: l'Adsp conferma il bando

Banchine in concessione: l'Adsp conferma il bando

È quanto emerso nel corso del tavolo di partenariato. Preoccupazione per le ripercussioni sulle società di interesse generale. Il rappresentante dell'autotrasporto Loffarelli: "Così si va a decimare il lavoro". Unità di intenti sulla vertenza Enel

CIVITAVECCHIA – “Affidare le banchine a queste condizioni? Non siamo d’accordo e rilanciamo la proposta”. È quanto ha ribadito anche nel corso del tavolo di partenariato di mercoledì il rappresentante dell’autotrasporto Patrizio Loffarelli. Tavolo durante il quale è emersa chiaramente l’intenzione di Molo Vespucci di procedere alla pubblicazione del bando per la concessione della darsena Traghetti e Servizi. La strada dunque è tracciata; Civitavecchia, unico porto italiano ad avere banchine per la quasi totalità pubbliche, cambia rotta. Dal punto di vista di uno degli attori principali dello scalo, l’autotrasporto appunto, una concessione del genere andrebbe a «decimare e frammentare – ha spiegato Loffarelli – il lavoro di chi gravita attorno a quelle banchine. Questo impoverirà il porto e la qualità del servizio reso». Sulla scorta delle preoccupazioni espresse già dal vicesindaco Massimiliano Grasso e dal segretario della Filt Alessandro Borgioni, Loffarelli focalizza l’attenzione sulle ripercussioni negative che si registrerebbero per i servizi di interesse generale, a partire da quelli che meglio conosce, ossia quelli relativi a Port Mobility, che con un’operazione del genere rischia l’esclusione dalle Autostrade del Mare. Prende ad esempio quanto accade all’interno del terminal crociere: ogni camion impegnato nelle forniture sottobordo paga 150 euro all’anno. Ecco allora che vanno tutelati servizi ed occupazione, magari inserendo nel bando una possibilità di “punteggio maggiore” nella certificazione dei servizi per chi si avvale delle società di interesse generale. «Anche perché, attualmente – ha aggiunto Loffarelli – la qualità dei servizi resi da Port Mobility è elevatissima e difficilmente sarebbe lo stesso se svolti in house da un armatore». Preoccupazioni, queste, espresse da diversi soggetti presenti al tavolo. «Sul bando ci è stato detto poco, così come sulle altre tematiche calde – ha confermato Borgioni della Filt Cgil – certo, il timore per l’occupazione c’è con un affidamento simile», Anche sul caso Cfft-Rtc e sul presunto arrivo di nuovi traffici non ci sarebbe nulla ancora di definito. «Ci è stato risposto – ha aggiunto il sindacalista – che si sta lavorando, niente più». Risposte che però non bastano a garantire quelle certezze di cui oggi si sente bisogno. Unico aspetto che ha unito il tavolo quello legato al futuro di Enel: l’obiettivo è quello di chiedere impegni certi alla spa elettrica, sia per una compensazione legata ai mancati introiti derivanti dal calo del carbone sia per la possibile realizzazione della darsena grandi masse. 

 

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