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Vertenza Cfft, Scilipoti: ''Una battaglia della città''

Vertenza Cfft, Scilipoti: ''Una battaglia della città''

CIVITAVECCHIA – Quella delle banchine, e i particolare la questione legata alla possibilità di scarico container alla 24, è una battaglia non solo del porto ma di tutta la città. Ne è convinto il consigliere comunale di Onda popolare Patrizio Scilipoti, preoccupato per le conseguenze che pottebbe comportare la mancata risoluzione della diatriba tra Cfft e Rtc per l’intero tessuto socio economico locale. 

“Da una parte c’è Rtc, il terminalista concessionario della banchina commerciale 25 – ha sottolineato Scilipoti – autorizzato a sbarcare container di merce secca ma che, inopinatamente, movimenta una cifra pressoché irrisoria di unità, pari a circa 50.000 containers all’anno, in gran parte vuoti.Terminalista partecipato e gestito, di fatto, dal secondo armatore del mondo, Aponte, il quale, solo in Italia, movimenta circa tre milioni e mezzo di teus. In Italia appunto, ma non a Civitavecchia, visti i numeri oggettivamente risibili. Dall’altre parte invece c’è una società come Cfft, non autorizzata ancora a sbarcare merce secca sulla banchina commerciale pubblica 24, che ha per le mani contratti per la movimentazione di oltre 200.000 containers all’anno, ma che, a causa dell’ormai famosa impasse burocratica non può scaricare la propria merce sulla banchina 24 ma costretta a passare attraverso Rtc con evidenti difficoltà operativa nonché economiche”. Cfft che, come ricordato da Scilipoti, ha acquistato anche l’interporto di Civitavecchia, con possibili benefici per la filiera logistica, collegando la piattaforma allo scalo. “Laddove tale filiera venisse concretamente avviata, un container dovrà essere scaricato dalla nave alla banchina, trasportato dal porto all’interporto, svuotato di tutto il suo contenuto e, quindi – ha aggiutno il consigliere – tutta la merce che contiene sarà immagazzinata all’interno dei capannoni presenti nell’interporto. Una volta svuotato, poi, lo stesso container dovrà essere ricaricato in tutto o in parte sui camion e trasportato fino alla destinazione finale. Queste sole 6 operazioni, moltiplicate per 200.000 containers, produrrebbero, nella sola fase di start up, 150 posti di lavoro ad oggi bloccati dalla burocrazia e, arrivati a questo punto ci viene da pensare, anche da volontà lobbistiche armatoriali che all’evidenza non vogliono far sviluppare il traffico containers a Cfft come ad altre imprese portuali civitavecchiesi, al di fuori del terminal container in concessione”.

Ecco perché secondo Scilipoti questa deve essere la battaglia della città, la battaglia dei civitavecchiesi, “la battaglia di chi – ha concluso – non può più accettare che il nostro destino, anche lavorativo, venga deciso da altri, per mere convenienze economico-finanziarie assolutamente private. Noi di Onda Popolare, pertanto, ci batteremo e lotteremo con ogni mezzo affinché la nostra martoriata Città torni a “vedere la luce”, affinché il futuro dei nostri ragazzi non venga calpestato anche in nome di eventuali interessi di gruppi di potere a cui non importa altro che il profitto”. 

 

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