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Bacheca: «Incredulo ed amareggiato: ricorrerò in appello»

SANTA MARINELLA – “Ho appreso la sentenza emessa in primo grado nei miei confronti con incredulità. Rimango comunque fiducioso nella giustizia e intendo ricorrere in appello, non appena giungeranno le motivazioni della sentenza”. Questo il primo commento dell’ex sindaco Roberto Bacheca dopo l’udienza che lo condanna ad un anno di reclusione. “Aggiungo che mi risulta difficile comprendere tale condanna legata ad una autorizzazione emessa nel 2014 a favore dell’associazione onlus Nucleo Sommozzatori – continua Bacheca – che aveva come unico fine la pulizia e la messa in sicurezza di un’area fortemente degradata della città. Nonostante la pena sia la minima, prevista per il reato di abuso d’ufficio, sospesa e non iscritta nel casellario giudiziario, resta comunque l’amarezza. Esprimo nei confronti del presidente del Nucleo Sommozzatori Paolo Ballarini la mia solidarietà, con la convinzione che le uniche motivazioni che lo hanno spinto ad agire in questa vicenda risiedono nel suo amore per la città e nella dedizione con cui per anni ha servito la causa del volontariato, vera anima di una comunità. Confido che in appello sarà riconosciuta la nostra piena innocenza. Ringrazio infine l’avvocato Corradini, che sta seguendo con massima professionalità il procedimento, e tutti gli amici che in questi giorni mi stanno dimostrando il loro affetto e stima”. Sinceramente affranto il presidente del Nucleo Sommozzatori. “Con immenso dolore – dice Ballarini – per quel che mi riguarda, è terminata la mia esperienza nel volontariato. Alle 14,30 di lunedì ho ricevuto, in primo grado, la condanna a un anno e tre mesi, pagare le spese legali e abbattere la sede del Nucleo Sommozzatori a mie spese. Ci tengo a ringraziare l’ex sindaco Bacheca per essersi messo a disposizione per risolvere la questione, il comandante della caserma dei Carabinieri di Santa Marinella per aver fatto una relazione dove dice che c’era un debito politico tra il sottoscritto e l’ex Sindaco, che ha fatto sì che aggravasse la posizione del sottoscritto, che considero una cattiveria gratuita, nonostante il Nucleo stesso e il sottoscritto, abbiamo più volte collaborato, sia con l’arma dei Carabinieri ma ancor di più con il comandante stesso nella vita privata”. “Ma che dire – conclude Ballarini – se sono queste le persone con cui dovevo collaborare, allora si è giusto che la parola volontariato termina qui. Pertanto e per quel che mi riguarda vi auguro il meglio nella vita perché da oggi avrete un volontario in meno al vostro fianco”.

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