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Vertenza Cfft: otto giorni per decidere

Vertenza Cfft: otto giorni per decidere

Ieri mattina vertice a Molo Vespucci con il presidente Di Majo che prende tempo per fornire risposte. Clerkxs: "Ribaditi piani operativi ed investimenti sia per il terminal che per l’interporto"

CIVITAVECCHIA – Un tuffo nel passato, un ritorno indietro di un anno. Un copione che sembra essere già visto, con tavoli, incontri, trattative, richieste di chiarimenti, risposte e problemi sul tavolo. L’unica differenza è che ieri si parlava soltanto del traffico banane e, in particolare, del terminal agroalimentare, e oggi il discorso si è ampliato con l’inserimento dell’interporto. Con una certezza, come ribadito dai vertici della Civitavecchia Fruit & Forest Terminal: e cioè che la piattaforma logistica ed il porto non possono più essere scollegati. Per questo occorre lavorare per garantire sviluppo, traffici ed occupazione.

Ieri la vertenza legata allo scarico e carico delle navi dirette al terminal agrolimentare è stata affrontata a Molo Vespucci. Il presidente dell’Authority, infatti, ha incontrato la Cfft. E questo in vista della scadenza del 15 ottobre, data più volte evidenziata dalla società italo belga come deadline, data entro la quale dover necessariamente fornire risposte sulla possibilità di attracco o meno ai clienti che chiedono di poter sbarcare direttamente al terminal agrolimentare. E questo perché, le clausole dei contratti, prevedono 60 giorni di anticipo per poter poi far partire i traffici, che avranno una durata annuale. Dunque per i traffici che partiranno a gennaio, occorrerà chiudere i contratti entro la metà di ottobre. Altrimenti il rischio è che alcune navi che attualmente scalano il porto possano prendere il largo e quelle interessate a Civitavecchia possano scegliere altri scali.

«Abbiamo ribadito al presidente Di Majo – ha spiegato il manager di Cfft Steven Clerkxs – i piani operativi e gli investimenti sia per il terminal che per l’interporto, sottolineando la necessità dei clienti di programmare per tempo gli accosti». Il caso Maersk è quello più delicato, con il rischio di perdere il primo armatore al mondo ed un cliente come Chiquita. Il numero uno di Molo Vespucci, dopo circa due ore di riunione, si è preso del tempo, massimo otto giorni, per fornire una risposta. Cfft è disposta ad attendere fino a venerdì prossimo, certo non di più. Perché i tempi stringono. Già il 22 ottobre, ad esempio, a Madrid si svolgerà un’importante Fiera della Logistica; e presentarsi con delle certezze avrà sicuramente un valore aggiunto per poter confermare ed intercettare nuovi traffici. In caso contrario, dubbi, incertezze e vincoli alla logistica – settore che oggi muove l’economia di un porto e dei territori – significa rischiare.

È probabile che, a questo punto, il presidente voglia fare dei passaggi interni con gli uffici dell’ente. Cfft lo ha ribadito ancora: nessuna intenzione di chiedere un’autorizzazione ex art.18 e quindi diventare terminalisti, ma poter scaricare e caricare a ciglio banchina garantendo quelle risposte celeri e puntuali che la merce chiede, potendo quindi sbarcare direttamente alla banchina 24 o comunque alla 25 sud.

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