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Abusarono di una 12enne: chieste le condanne

Il pm della Procura di Civitavecchia ha chiesto per i due imputati di violenza sessuale aggravata sei anni per uno e tre anni e mezzo per l’altro  La vittima di Montalto di Castro riferì i fatti ad un’amica e successivamente ai genitori La sentenza è prevista per il 29 ottobre, a distanza di ben sei anni dai presunti fatti  

Il pm della Procura di Civitavecchia ha chiesto per i due imputati di violenza sessuale aggravata sei anni per uno e tre anni e mezzo per l’altro  La vittima di Montalto di Castro riferì i fatti ad un’amica e successivamente ai genitori La sentenza è prevista per il 29 ottobre, a distanza di ben sei anni dai presunti fatti  

MONTALTO – Sei anni per uno dei due imputati e tre anni e mezzo per l’altro. È questa la richiesta del pubblico ministero nei confronti di due romeni accusati di violenza sessuale su una bambina di Montalto di Castro all’epoca dei fatti, 2013, dodicenne. I due romeni, amici di famiglia dei genitori della piccola, sono accusati di violenza sessuale aggravata in concorso. Secondo la Procura di Civitavecchia, che nei giorni scorsi ha chiesto la condanna di entrambi, non ci sarebbero dubbi sulla responsabilità dei due operai che avrebbero abusato della ragazzina, figlia di un connazionale, approfittando della fiducia dei genitori. La sentenza è prevista per il 29 ottobre, contestualmente alle repliche. I genitori, dopo avere sporto denuncia, si sono anche costituiti parte civile, assistiti dall’avvocato Matteo Moriggi del foro di Viterbo. I genitori della ragazza, durante il processo, ad aprile 2019, hanno raccontato al collegio del tribunale di Civitavecchia che la figlia si sarebbe confidata con un’amica, alla quale avrebbe riferito di essere “vittima di attenzioni a sfondo sessuale” da parte dei due imputati, con i quali sarebbe venuta in contatto in quanto i due lavoravano occasionalmente per il padre e avevano preso parte a conviviali di famiglia. Quasi sei anni di processo segnati da una richiesta di archiviazione, un’opposizione, un doppio incidente probatorio e una perizia psicologica sulla minorenne. Il rinvio a giudizio per i due (pm Paola Petti), che in un primo momento si erano resi irreperibili, risale al 25 ottobre 2018 ed è arrivato dopo ben cinque anni dai fatti denunciati dalla famiglia della piccola con il processo partito il 18 dicembre 2018 davanti al collegio del tribunale di Civitavecchia.
Gli indagati finirono sotto inchiesta oltre che per violenza sessuale anche per sfruttamento della prostituzione minorile perché, secondo l’accusa, oltre ad approfittare della minore l’avevano anche ceduta a pagamento ad altri uomini. Il fascicolo, assegnato alla Dda di Roma, venne poi chiuso: non avendo la direzione distrettuale antimafia trovato riscontri all’ipotesi di sfruttamento della prostituzione minorile, e chiedendo l’archiviazione, cui si opposero i genitori. Il caso venne riaperto, per la sola accusa di violenza sessuale su minore, presso il tribunale di Civitavecchia. All’inizio del 2017 venne disposto l’incidente probatorio per cristallizzare le prove con la ragazzina che confermò gli abusi. Venne anche disposta una perizia psicologica per stabilire l’attendibilità della presunta parte offesa che diede ragione a quelle confidenze fatte dalla ragazzina prima all’amica e poi ai genitori.
 

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