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Vertenza Cfft: altre 48 ore di attesa

Vertenza Cfft: altre 48 ore di attesa

Scarico dei container. L’Adsp torna sui suoi passi e cerca una soluzione: l’assessore regionale Alessandri arrivato da Roma per mediare. I sindacati: "Auspichiamo una soluzione di cui il porto ha bisogno". Preoccupati per lo scenario che si potrebbe aprire. La società italo belga attende la chiusura dell’istruttoria  

CIVITAVECCHIA – Altre 48 ore. Si prolunga di due giorni l’attesa per dirimere la questione legata allo scarico dei container destinati al terminal agroalimentare di Cfft. Quella di ieri è stata una giornata campale, calda, intensa, iniziata in un modo e conclusa in tutt’altro, con i vertici di Molo Vespucci impegnati a trovare una quadra. Dalle 10 del mattino le operazioni sulla portacontainer della Maersk ormeggiata alla banchina pubblica 25 sud – libera ieri dalle crociere – si sono fermate per via del presidio dei lavoratori Cfft fuori l’Authority, preoccupati per il loro futuro. Perché, almeno per il momento, nell’ipotesi in cui dovesse saltare per il 2020 il contratto con il più grande operatore mondiale del settore, sarebbero a rischio almeno una trentina di posti di lavoro, ossia le unità a tempo determinato che la società non riuscirebbe a stabilizzare.

Sono stati quindi in mattinata il presidente Di Majo e la segretaria generale Macii a chiarire la posizione dell’ente. «Oggi sulla banchina 24 – hanno spiegato – possono scaricare tutti i refeer che arrivano: non c’è nave che non scarica, abbiamo sempre garantito un accosto». Il problema sorge quando oltre ai refrigerati la nave contiene percentuali di container dry, che dovrebbero necessariamente essere scaricati alla 25. «Nessun capriccio, siamo tenuti a rispettare le regole – hanno aggiunto – si è creata un’aspettativa su un provvedimento per garantire ad un operatore uno spazio definito su una banchina pubblica che non è possibile emanare». Questo quanto ripetuto di fronte a sindacati e rappresentati di lavoratori. Poi l’arrivo inatteso dell’assessore regionale Mauro Alessandri ha cambiato le carte in tavola. Si è aperto un ragionamento, si è chiesto a Cfft un’integrazione – subito consegnata – sulla percentuale di dry scaricati, si è aperto uno spiraglio differente. Con l’Adsp che, in 48 ore, si è presa l’impegno di chiudere l’istruttoria sulla richiesta dell’11 ottobre da parte della società per consentire lo scarico dei container così come richiesto dal cliente. 

Grazie all’intermediazione dell’assessore Alessandri, si è compiuto un piccolo passo in avanti. Questa la lettura dei sindacati, al termine della lunga giornata di trattative. «Confidiamo che allo scadere delle 48 ore – hanno commentato in modo unanime – possa arrivare la soluzione al problema; una soluzione di cui il porto ha bisogno. In caso contrario si aprirebbe uno scenario caratterizzato dalla perdita dei traffici e dalla lotta disperata dei lavoratori per la sopravvivenza e lo sviluppo, in una città che ha già sofferto troppo».

Anche i vertici di Cfft al momento non possono fare altro che attendere. Il manager Steven Clerkxs, impegnato a Madrid alla fiera della logistica, ha informato Maersk della novità. «Di fronte al tavolo allargato – ha spiegato – non possiamo che portare rispetto per le istituzioni ed aspettare questi due giorni». Ringraziando l’assessore per l’intervento svolto, la società auspica l’arrivo di risposte chiare. Nel frattempo l’Adsp ha assicurato l’impegno per non perdere traffici e posti di lavoro, con la possibilità di rileggere atti e norme alla luce delle diverse novità, «ma sempre nel rispetto – hanno spiegato Di Majo e Macii -delle regole e del piano regolatore». Con l’obiettivo oggi di sviluppare nuovi traffici e avere finalmente un collegamento sinergico tra porto – e in particolare terminal container – ed interporto – acquistato dalla stessa Cfft – con altri centri logistici, come quello di Santa Palomba. Oggi dovrebbe tenersi una riunione proprio in tal senso, per capire come potrebbe essere strutturati un accordo tra le parti. Con l’Adsp che, sollecitata sul punto, ha confermato che si sta monitorando la situazione legata alla concessione di Rtc, considerati i volumi di traffici disattesi rispetto agli accordi. «Continueremo a sollecitare e chiedere più movimentazione e sviluppo dei traffici» hanno aggiunto confermando che l’eventuale revoca della concessione sarebbe l’ultima spiaggia. «Il nostro dovere – ha concluso Di Majo – è mantenere i posti di lavoro e permettere la creazione di nuovi».

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