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''Un bravo ragazzo, ma era cambiato''

Il gestore della sala giochi frequentata dal 23enne: «Negli ultimi tempi ha manifestato problemi» «Anche venerdì è venuto e mi è sembrato in uno stato di evidente alterazione»

Il gestore della sala giochi frequentata dal 23enne: «Negli ultimi tempi ha manifestato problemi» «Anche venerdì è venuto e mi è sembrato in uno stato di evidente alterazione»

TOLFA -«Lo conosco come un bravo ragazzo, non lo avrei mai creduto capace di un gesto del genere». Inizia così il gestore della sala giochi del paese, frequentata spesso da Sergio Malaj, presunto omicida della signora Diva Compagnucci, da tutti conosciuta in paese come “la maestra Diva”. «Veniva spesso qui, lo conosciamo un po’ tutti come un bravo ragazzo, tranquillo, di buona famiglia, mai avremmo pensato che potesse arrivare a tanto. C’è da dire però che ultimamente era un po’ cambiato, aveva cominciato ad avere qualche problema, forse di alcol o droga. Anche ieri (venerdì, ndr) l’ho visto, e devo dire che mi era sembrato effettivamente un po’ alterato, su di giri, ma mai avrei pensato che potesse arrivare a compiere un gesto simile». Tanti tolfetani che conoscono il ragazzo fermato lo descrivo come un ragazzo figlio di due bravi genitori lavoratori, educati e seri; il papà del ragazzo in tutto il paese è apprezzato e stimato. Anche il giovane finora era sembrato a tutti tranquillo. Dalle testimonianze dei tolfetani ce ne sono tanti per i quali questo ragazzo era praticamente invisibile. Il gestore del bar lo descrive così: «Per quel che si vedeva qui era un bravissimo ragazzo che andava a lavorare il mattino prestissimo e veniva a prendere il caffè. Non l’ho mai visto bere più di tanto. Mai avrei pensato una cosa del genere». 
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